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25.6.12

Paura 3D (2012)
dei Manetti Bros.

PUBBLICATO SU  
Nonostante siano solitamente associati agli ultimi scampoli di cinema di genere in Italia, Paura 3D è il primo lungometraggio horror serio dei Manetti (Zora la vampira di certo non lo era) e siamo dalle parti del classico: 3 ragazzi che fanno tutto quello che non si deve fare (fumano, bevono, rubano macchine e si intrufolano in case non loro per organizzare feste) e che per questo saranno regolarmente puniti dall'orrore che troveranno dietro (o meglio sotto) la patina di "buona società". 
Nonostante la trama faccia pensare ad un sano splatter di gore ce n'è molto poco (qualche capezzolo strappato, una testa mozzata...) e di certo non impressionante, di paura pure non si abbonda (tutta la prima parte ne è totalmente priva e anche nella seconda è confinata in alcuni momenti) ma soprattutto a latitare è l'immaginazione. 

 Paura 3D è un film derivativo nella sua accezione più ampia, guarda a tutti i modelli che si possono guardare e ne ricalca trovate, idee e stratagemmi senza mai rivelarsi all'altezza.
Non è solo la trama ad essere in tutto e per tutto canonica (su quello non ci sarebbe nulla di male) ma le strategie messe in atto per terrorizzare sanno di abusato e sono prive di inventiva: un po' di paura del buio, qualche orco che arriva da dietro e tantissimo abuso di quei canoni fissati dal cinema asiatico (in primis lo sguardo allucinato con i bulbi oculari rivolto verso il basso che fa bella mostra di sè già nella locandina). Non solo quindi mancano i meccanismi principali del terrore ma anche un'idea più alta del perchè fare un film che spaventi e cosa quello spavento dovrebbe far pensare.

In nessun momento di Paura 3D si ha la sensazione che la macchina del terrore sia ben oliata, anzi costantemente si avverte quello stridio nel meccanismo che rende fasullo ogni passaggio. Proprio nei momenti in cui l'intreccio si tende per far scattare l'ansia o l'angoscia, la cattiva recitazione, il pessimo montaggio e la coreografia delle scene "d'azione" levano ogni credibilità. Nei momenti cruciali sembra sempre di immaginare gli assistenti registi o il fonico dietro la macchina da presa.
Fanno eccezione Peppe Servillo, non solo ben diretto ma anche molto ben scelto per il proprio ruolo, e un 3D che non solo è ben usato ma in certi momenti ha anche un suo perchè.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ma secondo te perchè abbiamo così tanti attori, e cosi troppi attori pessimi o pessimamente diretti?

io proprio non mi spiego.

vedo un qualsiasi telefilm americano e mi dico: "cavolo, ma perchè non abbiamo nessuno che reciti così?"

Da loro prendono una modellazza (tipo Tricha la Caprica Six) e ne tirano fuori un personaggio multiplo assolutamente credibile.

Da noi la modellazza è l'Arcuri.
e ho detto tutto (senza nulla togliere alle altre qualità della arcuri)

Ci ha rovinato il teatro a noi?

Paolo


Gabriele Niola ha detto...

Ci rovinano le aspirazioni di tutti ad essere il massimo senza dare il massimo
Ad ogni modo neanche in america hanno fatto di Elisabetta Canalis un'attrice


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