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13.8.12

Ted (id., 2012)
di Seth MacFarlane

C'erano diversi motivi per temere l'esordio nel cinema dal vero di Seth McFarlane, in primis il fatto che tre serie d'animazione diverse hanno dimostrato come il suo umorismo sia molto netto e riconoscibile, fondato su alcuni paradossi e dinamiche ben determinate, difficilmente traducibili in un film con una trama. 
Nulla di più sbagliato. Ted è un film vero con un impianto solido, un'idea molto forte dietro e una serie di trovate comiche che, pur attingendo al repertorio di McFarlane (aneddoti rievocati, continua citazione di celebrità, uso di special guest, una scazzottata lunga e paradossale), riescono sempre a risultare nuove e fresche.

La pietra angolare del film è l'orsacchiotto del titolo, il tipico non-umano carismatico che McFarlane usa per mettere in scena le parti più ipocrite della società e per guadagnarsi gag di sicuro successo. E Ted fa questo. L'idea di un orsacchiotto sboccato che fuma da un bong e va a puttane, benchè sia la più trita in assoluto è trattata da esperto della materia, perchè ogni volta l'umorismo non risiede sul contrasto tra peluche e parolacce, ma sul mondo con cui il peluche è costretto a relazionarsi e che, negli anni, l'ha reso così. Più che come si comporta, è come lo trattano a generare il riso, è l'interazione con il paesaggio che gli sta dietro e non, come per un qualsiasi comico, la sua mera esistenza.
Complice il fatto che il doppiaggio e il motion capture dell'orso sono stati fatti da McFarlane stesso, Ted è un personaggio estremamente complesso, che dietro una serie formidabile di one-line cela la grande metafora che il cinema degli adulti mai cresciuti degli anni 2000 ancora non aveva esplicitato, ovvero che tutto il bromance e il sentimentalismo virile che vediamo è un'incredibile coperta di Linus, un orsacchiotto proveniente dall'infanzia del quale non ci si vuole liberare.

Per arrivare a questa conclusione e per dargli sostanza e credibilità Ted procede con una struttura molto episodica, affiancando diverse scenette, unite dai diversi tentativi di emancipazione dall'amico del protagonista (Mark Wahlberg, pessima scelta di casting), e lo fa con una semplicità che sa quasi di presa in giro alle strutture classiche.
Una volta tanto quello che si candida ad essere uno dei film più divertenti della stagione è anche uno dei più svegli.

4 commenti:

Alessandra ha detto...

Infatti guardando il trailer mi domandavo se Wahlberg fosse la scelta giusta per un film del genere.

Ale55andra


Esponja88 ha detto...

I Griffin e American Dad sono uno dei parti più sgradevoli e sopravvalutati dell'animazione USA post-Simpson che vuole essere cinica, adulta e volgare a tutti i costi.
E nonostante ciò, mi hai messo una certa curiosità nei confronti di questo film.


Gabriele Niola ha detto...

Si perchè neanche io vado pazzo per Griffin e compagnia. hanno ogni tanto delle cose interessanti o momenti estremi che hanno un proprio perchè ma di loro non mi fanno impazzire.
Ted invece funziona


diätplan ha detto...


very good comment


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