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20.9.12

Prometheus (id., 2012)
di Ridley Scott

L'ansia e l'attesa intorno a questo film di Ridley Scott erano tali e tante che alla fine è riuscito a scontentare tutti. Eppure Prometheus è di gran lunga il miglior film di Scott da decenni a questa parte e anche un vero ritorno alla sua idea primigenia di fantascienza. Pur non avendo le qualità di scrittura di Blade Runner, l'asciutta semplicità di Alien o anche solo i collaboratori che avevano quei due film (Giger, Mead, Vangelis, Bilal ecc. ecc.) lo stesso questo nuovo film è centrato tutto sull'incredibile abilità del Ridley Scott di una volta di creare ambienti e usarli per la propria storia con lo stesso peso degli attori.

L'astronave che dà il nome al film, il pianeta visitato e infine la nave aliena sono tre setting che impariamo a conoscere subito nel film, le cui geometrie e i cui cunicoli sono continuamente ridefiniti per lavorare assieme alla storia verso il raggiungimento di quel misto di spinta verso la scoperta dell'ignoto e terrore di quel che si può effettivamente trovare.
Prometheus è un film dalle mille cadute di stile, costellato di dialoghi affrettati e dozzinali, che spesso non riesce a curare e costruire quel che vuole mostrare (come nella terribile sequenza dell'esultanza finale dei piloti), butta molta carne al fuoco e non la gestisce per nulla bene. Però ha indubbiamente una parte centrale, quella al cuore ultimo del film, tutta poggiata su Noomi Rapace, che racconta bene l'idea di Scott di un essere umano spinto da qualcosa di superiore verso la propria sopravvivenza, capace di operarsi da solo e indefesso nella propria corsa verso la salvezza.

Non ci sono novità in questo film, certo, l'ossatura è esattamente quella di Alien. Al millimetro. C'è tuttavia una senso di grandiosità e di epica fantascientifica che nei momenti migliori ricorda lo Scott originale e preso nel suo complesso, se ci si accosta con serena rassegnazione, può regalare qualche entusiasmo.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Visceralmente (e con sempre in testa l'armageddon che fu la 2a trilogia di quell'altro capolavoro della fantascienza), uscito entusiasta e scosso. che anche ordinare una fetta di pizza con la mortadella mi scuoteva un po'.

Quando interviene il razionale, viene voglia di rimontare il film.

ma come funziona in sede di montaggio? come possono aver fatto passare il salto tra l'operazione di Shaw e la demente scena successiva?

E soprattutto: perchè non usare un vecchio vero?

Paolo


Anonimo ha detto...

tra le cose migliori? la scopata non vista.
Quello è vero 3D di scrittura dei personaggi!!

Paolo


Gabriele Niola ha detto...

Si la cosa del vecchio è misteriosissima. Io per tutto il tempo ho pensato che poi l'avremmo visto giovane.
Direi che è una cartuccia che si tengono per il prossimo film ma sarebbe una banalità.
Mah....


Obe ha detto...

L'unico motivo che mi viene in mente per aver invecchiato Guy Pearce è questo fantastico video: http://www.youtube.com/watch?v=A39vvOu1ZMA. Forse si sono detti che invecchiare l'attore avrebbe reso meglio. Questione di scelte. Alcune azzeccate, alte meno.


gutscheine zum ausdrucken ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

Alessandra ha detto...

A me ha regalato molto entusiasmo devo dire. Sceneggiatura scricchiolante a parte, cosa che però non ha inficiato l'apprezzamento totale di quest'opera imperfetta ma visivamente stupenda.

Ale55andra


Gabriele Niola ha detto...

Addirittura invecchiarlo solo per un virale mi sembra davvero tanto. Io punto ad un ritorno nei prossimi film.


tony ha detto...

Sara' che avevo letto solo brutte recensioni -tolta questa - del film, ma m'aspettavo una porcata. Invece le cose migliori (e ce ne sono) lo rendono veramente un filmone. Visto ieri.

Tra i collaborati assenti direi che sarebbe d'obbligo citare anche Moebius, non tanto per l'apporto (design dei costumi umani di Alien), quanto per il mito in se'.

C'e' solo una cosa che non mi torna per niente: il senso della scena iniziale. L'ingegnere - il primissimo che vediamo - e' stato presumibilmente lasciato a terra perche' appestato (anche la mantella aiuta a immaginarlo tale). Che senso ha quella specie di cerimonia del the/ suicidio? E poi l'astronave perche' parte, se nel film la sappiamo arrivata e mai ripartita? Era un secondo sbarco?


Gabriele Niola ha detto...

Anche io sono un po' sgomento di quante critiche negative si è beccato, quando pur non essendo niente di pazzesco ha tante belle cose e un'aria generale da gran fantascienza, scoperta dell'ignoto, terrore dello sconosciuto e aspirazione scientifica.

L'inizio a me è sembrato l'inizio della vita sulla Terra o su un qualsiasi altro pianeta. Questi arrivano, mollano uno che si prende quell'affare nero, si smembra tutto nell'acqua e il dna contaminato con l'acqua stessa comincia il lungo processo darwiniano.


Udo Kier ha detto...

Molto contento del parere di Tony che nonmaspettavo.

A me la visione (in 3D allo stato dell'arte) è sembrata una versione dello spot per Apple "1984" che dura due ore e mezza.
Di cui la prima mezzora veramente da brivido.
Spettacolare.
Gli ultimi minuti con il baby alien, siamo dalle parti di Ron Howard.

Diano l'oscar a Fassbender.

Seguito da almeno altri due episodi.


Anonimo ha detto...

Concordando con la tua recensione, sono però rimasto stupito dell'assenza di qualunque riferimento alla prova attoriale di Fassbender. Casualità o non l'hai ritenuta una performance degna di nota? A me è parso lui il vero titano del film, altro che Prometeo.


frankie666rises ha detto...

Io faccio parte del club dei "bicchiere mezzo vuoto".

Anzi, se proprio devo essere onesto, sto seriamente pensando di entrare a far parte del club "ma sto bicchiere che l'avete riempito a fa?"


tony ha detto...

@ Gabriele:
devo ammettere che la tua ipotesi e' persuasiva. Cosi' tanto che c'ho pensato su per giorni.

Pero' ci porta ad altri problemi:
1) se quello e' il modo degli ingegneri di diffondere il loro dna, allora essi sono consapevoli dell'esistenza del problema (per problema intendo il virus o la ferocia selvaggia delle forme di vita, anche le piu' elementari, del pianeta grazie alla quale esso/esse assimilano codici piu' complessi). Come si concilia questo col fatto che gli ingegneri sono tutti morti perche' sono stati "colti di sorpresa" poi dallo stesso virus/la-cosa sul pianeta-avamposto del film?

2) se quella e' la terra, ovvero il pianeta d'origine di NoomiCognoomi, come si spiega che alla fine si sia giunti a una configurazione stabile di esseri umani, se poi ci viene mostrato durante tutto il film che il virus/la-cosa continua a attaccare qualunque forma di vita intermedia come anche gli esseri umani che, da premessa, presumiamo essere il prodotto de la cosa piu' gli ingegneri?


Gabriele Niola ha detto...

Udo: ben lungi dall'essere inattaccabile. Però che atmosfere.... Mi comprarono

1) secondo me vengono colti di sopresa non dal meccanismo virale, ma dalla bestia in sè, dal fatto di non poterla controllare mentre pensavano di si. Ci capita anche a noi nei film catastrofici ambientati sulla terra

2) Non è detto sia la Terra. Le somiglia ma potrebbe essere un pianeta qualsiasi. Ad ogni modo quello non è lo stesso virus che vediamo nel film, perchè disegrega l'ingegnere (che ogni volta che li nomino mi sento un parcheggiatore "Venga ingegnere venga..."), che è una cosa che i virus del resto del film non fanno.


frankie666 ha detto...

Scusate l'ignoranza, ma perche li chiamate "ingegneri"??


Gabriele Niola ha detto...

perchè è così che li chiamano nel film


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