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16.12.13

Clip (Klip, 2012)
di Maja Milos

Clip è un film serbo che parla di Serbia sotto mentite spoglie. La storia è quella di una 14enne che filma se stessa, le amiche e gli amici durante atti sessuali più o meno completi, la vediamo molto attraverso quelle immagini e poi anche attraverso le più canoniche riprese in terza persona. Mescolando video in bassissima qualità a video canonico, ambienti piccolissimo borghesi a zone ignobili, palazzi distrutti e luoghi dove regnano i calcinacci, Clip fa un racconto di una violenza indicibile in cui non c'è quasi nulla di sanguinolento o efferato.

La violenza di Clip e tutta nella maniera in cui il sesso è vissuto con disperato bisogno d'esibizione e totale assenza di desiderio. Non è una condanna di nuovi media o altro, Clip è una condanna della Serbia in sè, in toto, un film disperato e crudo che mostra una società distrutta sullo sfondo della macerie che ne suggeriscono le motivazioni. La forza di Maja Milos sta tutta in come riesca a svincolare i fatti dalla prospettiva particolare e suggerire che l'aberrazione sta tutta intorno alla protagonista.
Come già faceva l'horror esagerato A serbian film, anche Clip non intende operare sconti e la sua quattordicenne sessualmente iperattiva la mette al centro di una disperazione non tanto morale quanto profondamente umana. Non è infatti il costume sessuale a sembrare sempre fuori luogo ma la totale assenza di soddisfazione o di esaltazione legata ad esso.

In tutto questo gioca un gran ruolo la protagonista Isidora Simijonovic, reale minorenne (in tutte le scene di nudo non se ne vede mai il volto), selezionata con gran scelta di casting, perfetta nel suo volto più adulto della propria età e apparentemente consapevole della propria attrattiva. Montando bene video da cellulare a video professionale Clip le gira attorno di continuo, quando posa, quando non lo fa e soprattutto crea delle immagini potentissime di lei, con un fisico giovane e un abbigliamento sovradimensionato, carico di speranza e desiderio di sessualità estremo (attillato, eccessivo, scollato) mentre cammina sola in palazzi vuoti e distrutti o partecipa a feste in ambienti squallidi. Bucati, crollati, abbandonati o solo infinitamente tristi, i luoghi in cui spesso la protagonista consuma i suoi atti sessuali creano un contrasto indimenticabile con il desiderio che il suo apparire suggerisce.

2 commenti:

vinz ha detto...

gesu', questo film mi attira tantissimo, grazie per la segnalazione.
PS: scusa se faccio sempre il cacacazzi, ma sembrerebbe che il film e' del 2012.. :-D


Gabriele Niola ha detto...

No ma fai bene, ora correggo


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