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10.1.14

Sapore di te (2013)
di Carlo Vanzina

PUBBLICATO SU 
Sbaglia chi liquida Sapore di te come una mera operazione economica, lo è nella stessa misura in cui lo sono tutti gli altri film e la sua furberia (figlia della furberia del primo Sapore di mare, la quale a sua volta era figlia di quella di American Graffiti e via dicendo) non è superiore a quella degli altri film dei Vanzina. Anzi, appare evidente se si guarda alla produzione recente dei due fratelli come abbiano sempre di più lasciato non solo i cinepanettoni (da decenni non ne realizzano eccezion fatta per la sceneggiatura del nostalgico Vacanze a Cortina) ma anche tutto il cinema prettamente comico, per ricominciare a fare commedie più personali. Purtroppo fino ad oggi "più personali" ha significato più quiete, banali e ancora più piegate su quegli schemi della commedia italiana anni '50/'60 cui da sempre si ispirano, senza nessuna voglia di manipolarli o muovercisi con un po' d'agio come facevano negli anni '80. E Sapore di te non solo si inserisce in questo solco ma, essendo un film cui evidentemente i due tengono più che agli altri, è paradossalmente peggiore.

La storia non è ambientata negli anni '60, come il primo film, ma negli '80, dunque non 20 anni nel passato ma 30 (segno del fatto che dei '90, gli anni che ora sarebbe commercialmente più corretto riprendere adesso, giustamente gli importa poco) e non ha nulla a che vedere con il precedente nemmeno dal punto di vista della trama o dei personaggi, sebbene si svolga nella Versilia, si chiuda con un flashforward ai giorni nostri, abbia un protagonista di nome Luca e includa la classica straniera. Quelle semmai sembrano più che altro piccole autocitazioni affettuose.
Il problema del film è quello delle ultime opere dei fratelli, una sostanziale sufficienza che sfocia nella totale mancanza di cura. Molto della scrittura e molto della regia è tirato via, poco preciso e gli effetti a lungo andare si sentono. Non è solo il continuo e martellante riferimento ad eventi, mode, nomi e musiche dell'epoca (così ossessivo da risultare sempre forzato e stonato) o l'esibizione di atteggiamenti marcatamente anni '80, quanto proprio il disinteresse per la minuzia della ricostruzione o della costruzione della trama.

Esempio lampante sono le panoramiche sui treni d'epoca, evidentemente materiale d'archivio di qualità infima (come vecchi VHS registrati dalla tv, sgranatissimi) stonati rispetto alle immagini pulite girate oggi, le implausibili soluzioni (un personaggio si fa 3 mesi di galera e viene prelevato a casa da un cellulare della polizia perchè la sera prima aveva fumato una canna!) o il continuo riusare i medesimi temi musicali fino allo sfinimento.
Tutti questi sono gli stessi problemi che si ripresentano in ognuno dei film recenti dei Vanzina e non si può nemmeno iniziare a parlare del film in sè (che per fortuna stavolta a fronte della solita leggerezza prende qualche posizione, mostra una mano più complessa in fase di scrittura e non vuole per forza conciliare) perchè la realizzazione è solo una bozza piena di difetti, come se si guardassero dei provini non raffinati, di fatto rovinando qualsiasi spunto.
Intendiamoci, a me Sapore di te non è piaciuto e sospetto non mi sarebbe piaciuto nemmeno se fosse stato più curato, tuttavia è obiettivo come non sia nemmeno dotato di una forza dirompente o di un incedere sentimentale così devastante da calpestare tutti i problemi e marciare trionfante.

2 commenti:

Nanni Cobretti ha detto...

Ma la domanda soprattutto e': perché minchia esce a gennaio???


Gabriele Niola ha detto...

Perchè il cinema italiano non crede nell'estate al cinema. Sa che esiste ma semplicemente non l'ha mai vista


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