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10.6.14

Le week-end (id., 2013)
di Roger Michell

PUBBLICATO SU 
Il duo Michell-Kureishi ci aveva già provato 10 anni fa a fare un film come Le week-end con risultati abbastanza patetici, era The Mother, in cui Daniel Craig imbastiva una storia di sesso con una donna molto anziana. Il risultato non era all'altezza delle pretese elevate e finiva per diventare la versione più deprecabile di se stesso, cioè un film da rotocalco, migliore negli scandalizzati articoli di costume scritti su di esso che nella realtà. Le Week-end invece è tutta un'altra pasta, ingloba l'idea della visione del sesso nella tarda età ma non ne fa il centro della sua storia, anzi è solo un piccolo satellite in un più complesso sistema di sentimenti ed emozioni di una coppia anziana britannica lungo un finesettimana passato a Parigi per l'anniversario di matrimonio.

Film di dialoghi, recitazione costruito con un formato widescreen assolutamente poco convenzionale per queste storie (lo si nota molto nella festa, in primi piani che sembrano uscire da un film d'avventura americano) e attraverso un continuo spiazzamento. Non è semplice capire esattamente quale sia la situazione della coppia protagonista, quanto il loro rapporto sia oppure non sia in crisi, quanto si amino e quanto abbiano lasciato di irrecuperabile nel loro passato. C'è un'ambiguità potentissima nella maniera in cui si attirano e si respingono, in quel che si rinfacciano e nella maniera in cui riconciliano ogni scontro. Ed è davvero un piacere per una volta vedere Jim Broadbent dare il massimo e ottenere il massimo. Addirittura nel finale l'ingresso del personaggio di Jeff Goldblum (pochissime scene e un dipinto perfetto, raffinato e preciso) suggerisce una rinascita sotto forma di "gruppo a parte" che è la cosa più spiazzante di tutte.

Perchè quello che Le Week-end riesce a fare, alla fine dei conti, è raccontare la storia di due persone anziane come fosse la storia di due adolescenti, riuscendo miracolosamente a non sconfinare nel kitsch ma capendo esattamente cosa, delle storie d'amore adolescenziali, può essere tradotto con efficaceia nell'età avanzata. Sfrondando i dettagli propri dell'età giovanile e andando alla radice di cosa renda appassionante l'amor adolescenziale ne traduce il senso in un altro mondo. Il film, con il suo verboso vagare per Parigi, non gira troppo lontano da Prima dell'alba in questo senso.
Il sentimento che lega due persone una volta che la cura dei figli è terminata, quando questi escono di casa e il rapporto di coppia ricomincia ad essere tale, gira dalle parti indagate da Le week-end attraverso una serie di eventi e garbati colpi di scena che alla fine, forse, possono anche commuovere senza nessun tipo di indulgenza ma con un pizzico d'invidia per la capacità dei protagonisti di vivere una dimensione panica dell'esistenza senza essere mai ridicoli.

1 commento:

Paolo ha detto...

Io l'ho trovato veramente, veramente, veramente brutto.


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