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30.3.15

Ho ucciso Napoleone (2015)
di Giorgia Farina

PUBBLICATO SU  
Il primo film di Giorgia Farina, Amiche da morire, è un piccolo gioiello di scrittura di Fabio Bonifacci, messo in scena con buona consapevolezza di cosa occorra per far realmente funzionare le ottime idee sulla carta. Ho ucciso Napoleone invece è una sceneggiatura scritta dalla stessa Giorgia Farina (aiutata da Federica Pontremoli) ed è un disastro che nella sua ultima parte piega quel poco di buono che c'era nella trama e sfocia nella stupideria.
Si tratta nuovamente di un film in cui un gruppo di donne cerca di sovvertire l'ordine del mondo degli uomini con un piano segreto (ma c'è un twist) ma non solo manca quella profondità di lettura sulle figure archetipe che aveva portato Bonifacci (nella sua sceneggiatura ogni personaggio è contemporaneamente fedele al suo stereotipo e più complesso di così), anche volendo trascurare quel tipo di lettura Ho ucciso Napoleone è un naufragio di stile.

La storia è quella di una manager in carriera che si trova licenziata di punto in bianco dalla società farmaceutica in cui si occupava di Risorse Umane. Distrutta dall'evento incolpa il direttore di cui è l'amante ed elabora un complesso piano per riprendersi il proprio posto che parte dal tenersi il bambino di lui da che aveva intenzione di abortire. Per farlo si fa aiutare da un sottoposto, la sua talpa dentro la società, da un avvocato ansioso e da un complesso di disoccupate che orbitano intorno ad un mercato nero di medicinali che si svolge davanti all'edificio della società.

Sembra quasi superfluo dire che il film (che è una commedia) non fa ridere, nè ha un'idea di ironia, di grottesco o anche semplicemente di paradossale attraverso la quale mettere in scena il mondo che ritrae, le battute sono a livello di "Sono diversamente magra" detto da una taglia forte. Anche i paradossi aziendali, gli intrighi di corridoio o l'ossessione per la carriera della protagonista (indovinate: alla fine rimarrà della stessa idea o si farà conquistare dal bambino?) non superano mai la vulgata comune.
A salvare il film dovrebbero almeno essere gli attori, a partire dal team eterogeneo di donne ma il gruppetto composto tra le altre da Thony, Iaia Forte e Elena Sofia Ricci è completamente disunito, non interagisce mai in maniera significativa nè al suo interno nè al suo esterno. La sua funzione è realmente incomprensibile. E di più non fanno nè Adriano Giannini nè Libero Di Rienzo (comunque, come spesso gli capita, il migliore), fino ovviamente a Micaela Ramazzotti, una volta tanto lontana dal suo tipico personaggio e per nulla in grado di reggere la parte principale del film.

Infine come già accennato Ho ucciso Napoleone ha un importante twist della trama che ammazza qualsiasi idea di plausibilità sia delle vicende che dei personaggi, ribalta molte cose che pensavamo di sapere, con l'intenzione di capovolgere molti ruoli e stereotipi sessisti (in realtà affermandone altri relativi ai maschi mammoni) ma riesce solo ad eliminare gli ultimi residui di interesse in una storia che a quel punto davvero non ha più niente da dire a nessun tipo di pubblico.
Totalmente pretestuoso il titolo.

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