24.9.05

La Commare Secca (1962)
di Bernardo Bertolucci

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Da un soggetto di Pasolini e da una sceneggiatura fatta con Sergio Citti, Bertolucci dirige un film che si inserisce nella corrente di quel cinema sul sottoproletariato romano che Pasolini aveva cominciato.
Ma, mentre in Pasolini sono presenti molti elementi anticinematografici che fanno sì che nelle sue opere migliori, come Accattone e Mamma Roma, riesca effettivamente in quello che si proponeva, cioè lasciare che i protagonisti presi dalla strada portassero sullo schermo la vita, il panismo, il loro mondo, Bertolucci con i suoi vanti autoriali e la sua messa in scena sicuramente più curata, oscura i protagonisti, riducendo ad attori i non-attori per eccellenza.
Così il film è un noiosissimo ripetersi di una medesima scena vista da più punti di vista (non val nemmeno la pena di citare un noto film giapponese sull'argomento) con degli inserti sulla vita derelitta delle borgate più estreme.
Si nota in alcune sequenze, come quella del collage musicale di approcci del giovane militare una certa influenza della nouvelle vague, allora all'apice dello splendore.






6 commenti:

frankie666 ha detto...

Curiosità ma quello nella foto di sinistra non è il Bertola? E il film giapponese di cui parli è Rashomon???

gparker ha detto...

Si e si.

Mariolone ha detto...

nerd...tutti e due

gparker ha detto...

cine-nerd

frankie666 ha detto...

e tu sei uno sbirro-nerd....

Mariolone ha detto...

se lo vengono a sapere i miei colleghi sono morto