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5.2.06

Porco Rosso (Kurenai No Buta, 1992)
di Hayao Miyazaki

Secondo appuntamento immancabile della retrospettiva su Miyazaki al cineclub Detour di Roma è quello con Porco Rosso, di difficile reperimento in Italia (non essendo mai uscito), finalmente vedo uno dei film considerati i capolavori del grande disegnatore/autore giapponese.
Ed infatti Porco Rosso regge il peso dell'aspettativa. Come al solito si inizia in maniera molto molto leggero, con la farsa. In questo caso alla farsa si sostituisce l'avventura, cioè tutto il racconto (come in La Principessa Mononoke e Nausicaa Della Valle Del Vento, ma a differenza di molti altri suoi lavori) è filtrato attraverso il genere avventuriero. Grandi spazi, grandi scenari (in questo caso un'Italia sul versante Adriatico ricostruita con una fedeltà ed una dovizia di particolari impressionanti) e grandi scene d'azione. Ma è solo verso la seconda parte del film che il ritmo e la trama avventuriera cominciano a lasciare che emergano non i conflitti come spesso accade, ma i sentimenti e le tipiche delicatezze miyazakiane cominciano ad arrivare immancabili. Sul canovaccio di una serie di avventure che vedono protagonista l'indomito aviatore italiano Marco Pagot contrapposto prima ai pirati del cielo e poi ad un altro avventuriero (americano), agiscono i personaggi, il cuore di ogni film di Miyazaki.
Questa volta il protagonista è un uomo (contrariamente a quanto accade nella maggior parte dei casi) che agisce in un mondo come sempre reale ma dove la magia e l'animismo non solo sono manifesti ma sono anche all'ordine del giorno (nessuno si stupisce del fatto che il protagonista è stato trasformato in maiale). E' sostanzialmente una fiaba sporcata di noir Porco Rosso, dico solo sporcata perchè in fondo quello che interessa a Miyazaki del noir sembrano essere solo le atmosfere maledettamente romanitche e non tanto la descrizione di una società violenta (caratteristica totalmente assente), così il Porco incarna un protagonista noir sui generis che vive in un mondo dove è difficile amare ma non dove è facile morire, anzi, questa caratteristica è ribaltata da un altro topos del cinema di Miyazaki, il bene e il male come parte l'uno dell'altro.
Mancando quella componente netta e manichea del noir a rimanere sono solamente il destino incombente sugli uomini e gli amori impossibili.
La firma dell'autore giapponese è perfettamente individuabile in tre punti cardine: il personaggio tipico, la ragazza indomita dal carattere forte e volitivo ma al tempo stesso molto femminile (solitamente dai capelli corti) che in questo caso è Fio l'aiutante del Porco (anche se negli altri casi è la protagonista: Nausicaa, Mononoke, Totoro, Howl ecc. ecc.), la sequenza della visita in volo del Porco alla sua amata fatta di romantiche evoluzioni aeree e il ribaltamento dei cattivi in buoni.
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