31.3.06

Stella Nascosta (Meghe Dhaka Tara, 1960)
di Ritwik Ghatak

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Presentato da Enrico Ghezzi come (uno de)i film più della storia Stella Nascosta mi ha deluso non poco. In realtà, oltre ad incuriosirmi il fatto che fosse messo da Enricone tra i più belli della storia c'era anche il fatto che conosco poco il cinema indiano e quel poco che conosco è roba moderna, e da quel punto di vista il film ha soddisfatto la mia curiosità.
La cosa più curiosa che si nota è come sia debitore del cinema giapponese, il modo di inquadrare, di narrare le storie e anche le ossessioni personali ricordano moltissimo Yasujiro Ozu (altra grande fissa di Ghezzi), una per tutte il treno e la modernità. Infatti Stella Nascosta benchè parli della storia di una famiglia (altro topos di Ozu), dei problemi della sistemazione dei figli ed in particolare di una figlia frustrata e vittima del suo senso di responsabilità, in realtà parla dei conflitti interni alla società indiana incastrata tra presente e passato. Come anche nei film di Ozu i figli sono la nazione moderna e i genitori quella passata e la frattura fra i loro mondi è la frattura che vive il paese in quel preciso momento storico.
Simbolo della vecchia India è il padre che ancora parla una lingua fortemente sporcata da elementi inglesi, invece il giovane figlio che non lavora e vuole fare il cantante è la nuova India che corre verso il progresso (il figlio farà poi successo nella capitale confermando la vittoria della modernità e la speranza del regista nelle sorti progressive).
Per il resto però il film è decisamente moscio e alcuni momenti decisamente alti non lo salvano da abissi di banalità fastidiosissimi. E non c'è nemmeno tutta quella componente squisitamente estetica che rende il cinema di Ozu (ma lo stesso vale per tutto il grande cinema giapponese) incredibilimente calamitante. La fotografia a tratti sembra addirittura europea...
Ah, per la cronaca il film ha una sola canzone, non ne è pieno come il cinema indiano contemporaneo di successo, e devo ammettere che è messa al punto giusto e sortisce l'effetto voluto.





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