Credo di essere vittima di una maledizione. Una maledizione che ha a che vedere con Sofia Coppola. Ho mancato Lost In Translation a suo tempo al cinema, e ogni volta che l'hanno proposto in televisione (analogica o digitale) non sono mai riuscito a vederlo nè tantomeno a registrarlo. Cambi di palinsesto, errori di programmazione del videoregistratore, errori di sintonia del canale ecc. ecc. Alla fine ci sono riuscito a registrarlo ma non so perchè mancano i primi 5 minuti. Mi sono accontentato. Specialmente calcolando che di Il Giardino Delle Vergini Suicide mi mancano 10 minuti in mezzo al film perchè era andata via la luce (mi viene da ridere a pensare a cosa succederà all'uscita al cinema di La Vita di Maria Antonietta).
L'attesa per questo film era montata parecchio, specialmente perchè negli ultimi tempi in molti lo avevano magnificato. In effetti è meglio di Il Giardino Delle Vergini Suicide (che comunque non mi aveva dispiaciuto) ma tante cose non mi sono andate giù. Un po' questo giappone stereotipico visto con gli occhi dei turisti, un po' questa freddezza.
Non nego che sia un film che si propone obiettivi seri originali e personali (e questo gli fa guadagnare tutta la mia stima) e a tratti veramente riuscito (tutte le dinamiche da hotel sono stupende, comprese le vedute dalle camere) e soprattutto narrato con molta molta bravura (il loro ultimo pranzo (foto al centro) in cui entrambi sono arrabbiati e reso alla perfezione come molte altre cose). Pure lo spunto è bellissimo, il modo in cui finisce chiarifica come si tratti della storia di un rapporto di una settimana in terra straniera, una cosa che finisce lì (i finali sono sempre esplicativi di che storia si è narrata, L'Estate di Kikujiro insegna).
Eppure non mi ha convinto. Eppure a fronte di tanta abilità, tanti ottimi proponimenti non vedo i risultati. Scarlet Johansson buona e Murray molto bravo, eppure...
Eppure sto lì a guardare questa storia di anime sole nella metropoli più atomizzante che ci sia (un tema che già mi conquista) e non riesco a sentire nulla.

L'attesa per questo film era montata parecchio, specialmente perchè negli ultimi tempi in molti lo avevano magnificato. In effetti è meglio di Il Giardino Delle Vergini Suicide (che comunque non mi aveva dispiaciuto) ma tante cose non mi sono andate giù. Un po' questo giappone stereotipico visto con gli occhi dei turisti, un po' questa freddezza.
Non nego che sia un film che si propone obiettivi seri originali e personali (e questo gli fa guadagnare tutta la mia stima) e a tratti veramente riuscito (tutte le dinamiche da hotel sono stupende, comprese le vedute dalle camere) e soprattutto narrato con molta molta bravura (il loro ultimo pranzo (foto al centro) in cui entrambi sono arrabbiati e reso alla perfezione come molte altre cose). Pure lo spunto è bellissimo, il modo in cui finisce chiarifica come si tratti della storia di un rapporto di una settimana in terra straniera, una cosa che finisce lì (i finali sono sempre esplicativi di che storia si è narrata, L'Estate di Kikujiro insegna).
Eppure non mi ha convinto. Eppure a fronte di tanta abilità, tanti ottimi proponimenti non vedo i risultati. Scarlet Johansson buona e Murray molto bravo, eppure...
Eppure sto lì a guardare questa storia di anime sole nella metropoli più atomizzante che ci sia (un tema che già mi conquista) e non riesco a sentire nulla.










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