Se avessi visto questo film senza sapere di chi fosse la regia avrei scommesso tutto quello che ho su Robert Rodriguez e avrei anche commentato: "Ma che diamine questo fa tutti i film uguali?".
Perdita Durango narra di due figure estreme, due banditi eccessivi di cui uno è anche uno spiritista da quattro soldi che per propiziare i crimini fa sacrifici umani e beve il sangue dei morti (ma nel film non c'è effettivamente nessun sacrificio umano, il che mi ha infastidito alquanto).
Ambientato nella zona di frontiera tra Messico e Stati Uniti il film si snoda attorno ad un crimine, portae un carico di embrioni umani a Las Vegas ad una ditta farmaceutica che ne fa creme per la pelle. Per fare questo crimine Perdita e il suo compagno rapiscono dei bianchi di sacrificare (ma non ci riescono) e mettono in gioco onore, famiglia ed etica da criminali contro il loro amore passionale.
Una storia come molte girata pari pari come il più americano dei film sceneggiati da Tarantino. Dov'è la personalità di Alex de la Iglésia? Si il film ha dei personaggi leggermente più amorali del solito e all'interno del suo genere narra una storia che sembra quas europea, più incentrata cioè sui pesonaggi, come poteva essere (ma lì si che è riuscito ed è anche di un anno precedente) per Jackie Brown. Ma è tutto altamnte insufficiente.
Nonostante il titolo dia un eloquente indizio su quale sia la chiave di lettura del film, l'ottica da prediligere se non fosse per Javier Bardem, che è fantastico nel dare vita ad un personaggio in miracoloso equilibrio tra male ed etica, tra assolutismo e provincialismo, tra genialità e stupidità, tra spiritismo e pragmatismo, il film sarebbe un insuccesso su ogni fronte.











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