19.1.07

Niagara (id., 1956)
di Henry Hathaway

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Noto unicamente per la presenza di Marilyn Monroe al suo primo ruolo drammatico il film giustamente non sarebbe stato ricordato altrimenti.
Niagara è il tipico esempio di fallimento, di realizzazione al di sotto delle aspettative.
C'è tutto un tentativo di imbastire una trama a carattere hitchcockiano dove non è tanto l'intreccio o il mistero su quali siano i ruoli nella trama a costituire la sorpresa, ma dove sono lo svolgimento e le aspettative dei peronaggi a dare la suspense. Come diceva il maestro la suspense si crea quando lo spettatore ne sa più del protagonista. E così avviene, o almeno dovrebbe avvenire in Niagara.
Tutto è incentrato su una coppia allo sbando in vacanza sulle cascate del Niagara, lei donna fatale, lui irrimediabilmente segnato psichicamente dalla guerra. La trama incede e sempre di più si capisce che c'è un piano della donna per far fuori l'uomo, complice un amante. Ma l'uomo non muore e la sua presenza vendicativa ossessiona un'altra donna che con il marito è anch'essa in vacanza sulle cascate ed è involontaria testimone di tutta la faccenda, costituendo di fatto la personificazione dell'occhio dello spettatore.
Così si risolverà tutto in una rocambolesca fuga sul fiume e relativo rischio di finire preda della cascata.
Neanche a dirlo la cascata con la sua potenza e la sua umida atmosfera rievoca la terribile passione che si dovrebbe percepire tra i protagonisti.........

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