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Autoreferenzialità - Il codice di comportamento dei blogger
| gparker | 10.4.07 - 6:01 PM |
Come spesso capita per le discussioni virali della rete (quasi tutte autoreferenziali) c'è un tema che sta girando per i blog nazionali e internazionali ed è "il codice di comportamento per blogger", una cosa di cui ha parlato per primo O'Reilly e che è piaciuta a molti.
Da noi è Luca De Biase a prendere lo spunto e sottolineando la giusta impossibilità di un codice di comportamento (impossibilità applicativa) ne recepisce lo spirito e stila un elenco di regole che lui applica a se stesso, conscio che ognuno (volendolo o meno) applica le sue al proprio blog. Lo seguono a ruota Mantellini, Valdemarin e chi più ne ha più ne metta. Anche se Luca Conti se ne tira fuori perchè trova tutto un po' pleonastico.
Secondo me più che pleonastico è concettualmente errato. Siamo daccordo che nessuno mai imporrà nulla a nessuno, ma anche a livello di speculazione teorica un codice di comportamento per blogger è proprio errato in quanto manca di considerare l'unità del discorso.
Anche se stilato da me e inconsciamente applicato, il codice di comportamento non può essere tale perchè presuppone una fissazione, mentre il mio blog è mio e libero per definizione, dunque domani posso cambiare tutto, dalla grafica alla politica riguardo i commenti.
Una simile prospettiva (quella del codice) tende a considerare il blog più o meno come una testata mentre è più come una persona, nel senso che è espressione di una personalità e non di una visione del mondo (come è una testata), che poi spesso un blog esprima anche una visione del mondo è un altro conto.
Ma in primis il blog è quello che tu sei, è espressione di chi lo scrive e del fatto che questi non abbia altri doveri se non quelli che sente, cosa che nel tempo può mutare. Io mi ritengo più o meno regolare con me stesso e penso si rispecchi nel blog, ma domani potrei cambiare idea e cambiare tutto, non per questo contravverrei ad un patto fatto tra me e i miei lettori. Che una condotta ci sia nel tenere un blog è ovvio (come dice Pandemia) ma da qui a fissarla o dichiararla, rendendo il concetto di codice di comportamento utile ad una speculazione teorica ce ne deve passare.
E' come con gli amici: io ho un'etica, li tratto tutti in una certa maniera perchè penso sia giusto, ma non ho un codice di comportamento. Domani potrei cambiare totalmente atteggiamento.
Da noi è Luca De Biase a prendere lo spunto e sottolineando la giusta impossibilità di un codice di comportamento (impossibilità applicativa) ne recepisce lo spirito e stila un elenco di regole che lui applica a se stesso, conscio che ognuno (volendolo o meno) applica le sue al proprio blog. Lo seguono a ruota Mantellini, Valdemarin e chi più ne ha più ne metta. Anche se Luca Conti se ne tira fuori perchè trova tutto un po' pleonastico.
Secondo me più che pleonastico è concettualmente errato. Siamo daccordo che nessuno mai imporrà nulla a nessuno, ma anche a livello di speculazione teorica un codice di comportamento per blogger è proprio errato in quanto manca di considerare l'unità del discorso.
Anche se stilato da me e inconsciamente applicato, il codice di comportamento non può essere tale perchè presuppone una fissazione, mentre il mio blog è mio e libero per definizione, dunque domani posso cambiare tutto, dalla grafica alla politica riguardo i commenti.
Una simile prospettiva (quella del codice) tende a considerare il blog più o meno come una testata mentre è più come una persona, nel senso che è espressione di una personalità e non di una visione del mondo (come è una testata), che poi spesso un blog esprima anche una visione del mondo è un altro conto.
Ma in primis il blog è quello che tu sei, è espressione di chi lo scrive e del fatto che questi non abbia altri doveri se non quelli che sente, cosa che nel tempo può mutare. Io mi ritengo più o meno regolare con me stesso e penso si rispecchi nel blog, ma domani potrei cambiare idea e cambiare tutto, non per questo contravverrei ad un patto fatto tra me e i miei lettori. Che una condotta ci sia nel tenere un blog è ovvio (come dice Pandemia) ma da qui a fissarla o dichiararla, rendendo il concetto di codice di comportamento utile ad una speculazione teorica ce ne deve passare.
E' come con gli amici: io ho un'etica, li tratto tutti in una certa maniera perchè penso sia giusto, ma non ho un codice di comportamento. Domani potrei cambiare totalmente atteggiamento.
Etichette: Autoreferenzialità, Internet
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1 Commenti:
MA che amici tutti alla stessa maniera bugiardo! Due pesi e due misure!!! DUE PESI E DUE MISURE!!!
1:33 PM
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