27.8.07

A 30 Secondi Dalla Fine (Runaway Train, 1985)
di Andrei Konchalowsky

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Come la locomotiva priva di una guida sulla quale sono intrappolati, anche Manny, uno dei due evasi in questione, è lanciato a velocità folle verso l'autodistruzione senza che nessuno possa fermarlo. Non ci riesce l'isolamento, non ci riescono le mura della prigione, non ci riesce l'inverno dell'Alaska, non ci riesce il suo compagno di fuga e non ci riesce l'ossessione del direttore del carcere.
A 30 Secondi Dalla Fine è un thriller d'evasione tesissimo tutto incentrato sulla figura fondamentale di Manny (la prima vera grande interpretazione che vedo fare a Jon Voight), una vera e autentica bestia che sente il richiamo della locomotiva impazzita e pensando che lo condurrà verso la libertà monta su un treno che subito perde l'uomo alla guida e vaga quindi impazzito direzionato unicamente e blandamente dalla stazione centrale.
Assieme a Manny l'altro protagonista non è tanto il compagno di fuga, controparte più mansueta e paradossalmente più ragionevole, ma il freddo, l'inverno insostenibile dell'Alaska, le temperature proibitive e la neve incessante.
A 30 Secondi Dalla Fine partendo da una sceneggiatura di Akira Kurosawa dipinge il solito mondo disperato con lo stile del miglior cinema di serie B, ma questa volta lo tiene solo di sfondo per lasciare campo a Manny e alla locomotiva che corrono verso l'autodistruzione, trovando nel finale anche un insperato e in fondo convincente colpo di coda poetico nella presa di coscienza del criminale della sua natura e del suo destino ("Non sono una bestia, ma molto peggio! Sono un essere umano").

3 commenti:

dario ha detto...

In Un tranquillo weekend di paura non era male, dai..

gparker ha detto...

Ma nemmeno eccezionale.

frankie666 ha detto...

Un Tranquillo Week End di Paura, l' ho trovato bruttissimo...