21.9.07

Gelosia (1953)
di Pietro Germi

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Fenomenale esperimento di Germi tra i meno noti.
Nella fase dei film di genere, dunque prima di Il Ferroviere (punto di svolta per la sua carriera per l'evoluzione artistica) si situa questo curiosissimo western-noir ambientato nel sud Italia.
E' una storia di genere non dissimile nei tratti e nello stile da La Città Si Difende o In Nome Della Legge (con cui condivide ambientazione e alcuni temi ma non il genere), asciutta popolare e molto secca a livello di intreccio ma complicatissima dal punto di vista della resa.
La matrice fondamentale è di tipo noir, poichè le figura coinvolte sono al limite della legalità e la molla di tutto è una passione carnale e violenta che porta un uomo retto e nobile verso la follia e la disperazione nonchè l'omicidio, ma poi la messa in scena e la scelte estetiche ricordano tantissimo il western classico di stampo messicano (data la geografia dei luoghi, gli abbigliamenti e la natura coinvolta).
Non mancano certamente gli accenni ai temi più cari a Germi (su tutti l'ottusità meridionale, l'arretratezza morale e la vita al limite della legalità come regola) che poi saranno ripresi nei film più famosi con anche più ironia. Qui invece di ironia non c'è traccia, Gelosia è un dramma della passione che non si vergogna in alcuni punti di mirare ad una messa in scena un po' barocca (le parti con il crocefisso) per premere sull'acceleratore e riesce a traslare le figure fondamentali del noir come la femme fatale, tipiche della modernità e del vivere urbano in un contesto lontanissimo dalla modernità.
Un bellissimo esempio di racconto semplice ed esile in apparenza ma complesso e stratificato nell'essenza.

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