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21.2.08

Snakes On A Plane (id., 2006)
di David R. Ellis

Non ci posso credere che l'ho visto davvero. O meglio, prima non potevo sapere che fossì COSI' insulso... Sapevo che era stato scritto con la collaborazione degli utenti di internet, gli stessi che avevano fatto molteplici pressioni perchè il film si girasse solo a partire da un titolo che li aveva fomentati. Il fatto che io l'abbia visto è proprio il marketing che trionfa sul cinema.

Certo mi sarebbe bastato dare un'occhiata alla carriera di David R. Ellis per rendermi conto che la regia non è il suo lavoro vero. Come del resto la sceneggiatura non è il lavoro principale di due delle tre persone accreditate allo screenplay. Il risultato è abbastanza evidente.
Campionario di figure retoriche del cinema d'azione, collage di momenti topici e figure classiche utilizzate senza averne compresa la funzione ma solo per replicarne il riflesso condizionato (per stimolare nello spettatore il meccanismo "so che è cattivo perchè fa questo o perchè ha questo sguardo") e opera totalmente e assolutamente consolatoria verso il proprio pubblico, Snakes On A Plane riesce a non dire assolutamente nulla di nuovo sotto nessun punto di vista e ad essere involontariamente esilarante in ogni momento (basterebbe anche solo la figura del cattivo, da tenersi la pancia dalle risate) già a partire dal soggetto (un ragazzo assiste in una maniera stupidissima ad un omicidio, la polizia lo protegge e in un viaggio in aereo la mafia lo vuole fare fuori mettendo nel carico una mare di serpenti velenosissimi).
Serie B di serie C. La concentrazione del film è tutta sugli effetti splatter dei morsi dei serpenti e su tutti i loro risvolti sessuali (grande classico!), ma il fastidio vero e profondo è dato dalla volontà di piacere a tutti costi lavorando il meno possibile e facendoti sentire a te che guardi il film parte di un target nel quale non vuoi essere identificato.

La scena veramente supercult è quando l'aereo sta precipitando e il ragazzo che si mette a pilotarlo perchè ha detto di avere 200 ore di esperienza di volo alle spalle dichiara di averle fatte su un videogioco. Samuel L. Jackson allora fa una faccia delle sue, quelle dietro le quali ti sembra di sentire "Dio dove sono finito!", e come prima cosa gli chiede con fare esperto e piacione: "Cos'era Xbox o Playstation?". Alla fine dopo l'atterraggio effettuato con successo lo stesso Sam Jackson urlerà trionfante "Dio benedica la Playstation!!!".
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