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21.4.08

Riflessi pavloviani

Alla proiezione di I Demoni di San Pietroburgo ho scoperto che ormai quando vedo il cartello:
"Questo film ha ricevuto il contributo del Ministero Per I Beni Culturali ed è considerato un'opera di alto interesse culturale"
ho un riflesso condizionato che mi predispone alla visione del peggior cinema.
Tanto che credo che alla fine i film migliori fatti con i soldi dello stato nemmeno lo esibiscono il cartello...

E il film di Montaldo per inciso ha confermato il rinforzo negativo.

8 commenti:

gahan ha detto...

Questa è un'assoluta verità, della quale siamo tutti purtroppo consci da tempo, credo. E' difficile ammetterlo a sé stessi--


gparker ha detto...

Io però non volevo dire: "Tutti i soldi che diamo allo stato sono buttati al cesso" o "Lo stato produce solo porcherie" o "E' tutto un magna magna e i soldi li prendono i soliti incompetenti".

si fanno ottimi film con i soldi dello stato e il fondo privilegia le opere prime e seconde (altra questione è il fatto che non le vediamo per la distribuzione). Comunque listati alla mano gran parte dei migliori film che facciamo hanno i soldi dello stato.

Il punto è che non esibiscono il cartello. Sembra che lo esibiscano solo quei film che lo devono usare come giustificazione, del tipo: "Siamo film di interesse culturale e ci sono le prove".


gahan ha detto...

Sissì, è chiaro-- L'avevo capita la cosa. E' anche vero, fermo restando ciò, che il magna magna, freghiamocene pure di non suonar populisti, c'è--


gparker ha detto...

Sinceramente non mi piace presupporre il magna magna solo perchè è una cosa gestita dallo stato. L'idea è buona, cioè quella di avere un fondo apposito per le opere prime e seconde, e molte cose ottime sono state prodotte. Il punto è che riceve visibilità solo I Demon di San Pietroburgo.

Però, ad esempio, un'opera come Notte Prima Degli Esami, che ha avuto il fondo per l'opera prima, per quanto non sia un capolavoro del cinema è una scelta comunque azzeccata, perchè è cinema che deve emergere in quanto serve a far cassa. Insomma lo scandalo dovrebbe essere I demoni, I vicerè e una serie di altre cose di autori con un nome che non dovrebbero appoggiarsi allo stato e che lo stato non dovrebbe appoggiare, ma a fronte poi di altre cose fatte bene.......


steutd ha detto...

Un film su Dostoevsky: ma c'è unmodo per rompere le palle peggiore di questo? ecco perché i finanziamenti al cinema - e all'arte in genere - sono un non - senso: perché presuppongono che un oscuro burocrate scelga inbase al senso estetico di chi? il suo? quello di pecoraro scanio? o peggio di quello degli amici di pecoraro scanio? di rutelli o di bondi che forse prenderà il uo posto e tanto per dare un colpo qua ed uno là...
dostoevsky argomento da cinema... mah


gparker ha detto...

Io credo che ogni cosa possa essere argomento. Dostoevskij come il mondo delle tartarughe da riproduzione come la raccolta del riso in Cina. Il punto è saper raccontare, avere qualcosa da raccontare e saper fare il film.
E dal punto di vista di chi dà i fondi è difficile stabilire come verrà un film sulla base di una sola sceneggiatura. Certo è difficile ma non impossibile, anche io credo che le cose si possano sempre fare meglio. Ma non credo che dostoevskij a prescindere sia infilmabile.


steutd ha detto...

è il concetto di pallosità insito in un film su un autore dell'800. qualche anno fa fecero un film sulla sorella di manzoni o qualcosa del genere? come speri di portare la gente al cinema? Considera che chi scrive ha letto almeno 4 volte delitto e castigo e considera D. come uno dei suoi preferiti. Io parlo a livello di industria: come fai a sostenere (perché lo hanno fatto nella conferenza stampa di presentazione) che si tratta di un film che si vuole rivolgere ai giovani? se fai un film su un autore russo vissuto 200 anni fa?
Poi, sono d'accordo con te: si può fare un film su tutto basta che lo si racconti nel modo giusto ma qui entrano in gioco altri aspetti... la vita delle formiche non deve essere molto interessante ma pensa quanti film ne hanno tratto.


gparker ha detto...

Si certo a livello di marketing non è il massimo, ma rivolgendosi ad un pubblico selezionato se era un film valevole poteva avere il suo successo di nicchia.
Per il pubblico cui punta conta più il passaparola che altro. Ma semmai la condanna deve venire dal fatto che è mortalmente mal fatto...


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