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9.7.08

L'Altra Faccia Dell'Amore (The Music Lovers, 1970)
di Ken Russell

Ken Russell è veramente un cineasta difficile da inquadrare oggi. Eroe per una stagione, come molti altri del suo periodo, nella sua epoca ebbe grande risonanza, grandi riconoscimenti ma poi il suo cinema non è stato portato avanti da nessuno nè oggi viene guardato come si guarda ad un maestro, anzi i suoi film passano sotto silenzio. Semplicemente quel percorso non è stato più battuto e quindi oggi i suoi film appaiono inevitabilmente datati e anche a tratti ridicoli come fossero parodie (specialmente sul versante della recitazione).

Eppure non era certo un regista da poco. Dotato di una visione molto chiara di cinema debitrice in parte ad una concezione felliniana di messa in scena attraverso il feroce controllo del caos e in parte all'ossessione per il controllo kubrickiana, ma con una spiccata tendenza all'esagerazione e al sentimentalismo, Russel a tratti come già detto risulta un po' ridicolo ma in altri punti è straordinariamente efficace e comunicativo, capace di dare vita ad immagini di una potenza rara.
Come già per Tommy o I Diavoli anche in questo caso più che la trama o il carattere dei personaggi del film rimangono impresse le singole immagini, trovate metaforiche ed estetiche di rara bellezza (penso alla faccia dentro il cubo nero di Tommy o al sogno della suora gobba di I Diavoli).

Nonostante il titolo italiano induca a pensare che il cuore del film sia l'omosessualità del protagonista in realtà L'Altra Faccia Dell'Amore è un film sulla musica (come indica il titolo originale) che racconta l'intreccio tra opere e vita di Tachaikovsky. Le sequenze che mettono per immagini le principali opere del compositore russo sono infatti fenomenali e tra le migliori mai viste.
Non si tratta solo di collegare una musica ad un'immagine o una musica alla vita del protagonista ma soprattutto di collegarla alle diverse (ma comuni) sensazioni soggettive che scatena in ogni singolo ascoltatore.

Infine come la tradizione inglese vuole i film di Russell sono dotati di titaniche ricostruzioni e scenografie fenomenali e in questo caso lo dimostra a pieno la bellissima lunga sequenza iniziale e quella più delirante e sessantottina (ma comunque folgorante) del vagone letto.
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