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26.2.09

Endorsement

Non l'ho mai fatto ma mi espongo ora per tre blog di cinema che mi piacerebbe vedere nella cinebloggers connection (ma ora che ci penso, non ci andrebbe un apostrofo dopo quella s?).
Per l'approvazione finale serve anche l'appoggio di almeno altri due giudici. Dunque, se non li conoscete dategli un'occhiata e valutate se vi sembra il caso anche a voi, se li conoscete e vi piacciono approvateli nei commenti, se li conoscete e non vi piacciono fate pure campagna di denigrazione ma con moderazione.

Tomobiki Märchenland - conosce Ozu per bene, Lubitsch, Lang e Hawks. Senza che lo ammettiate pubblicamente guardatevi dentro e chiedetevi se potreste dire altrettanto. Ah! Non gli piace quasi mai nulla (condizione fondamentale!).

albertodifelice (ex Gahan at the movies) - grande compagno di litigate, non concordo quasi mai e forse è pure più formalista di me! Addirittura approva il cinema di Shyamalan e il solo pensiero che alzi i suoi voti nella connection mi irrita, però è un gran bel litigare.

Eyes Wide Ciak! - quanti cineblogger conoscete che si sono fatti la diretta dagli Oscar aggiornando in tempo reale il blog e colorando il nome delle attrici nelle foto in tinta con il vestito? Che hanno il template e spesso i post scritti in colori diversi? E infine che nutrono una passione per Il Cavaliere Oscuro e contemporaneamente un'altra (che non ha nulla di sano) per Baz Luhrmann? Ecco io dico: "We neeed Valentina Ariete!".

52 commenti:

dario ha detto...

Sbaglio o quest'anno hai taciuto sugli oscar? (OT lo so)


gparker ha detto...

in effetti è vero. Non ci avevo nemmeno pensato. Beh davvero c'era poco da dire...


dario ha detto...

Sì, tipo che l'anno prossimo lo fanno presentare a Bonolis.


Fabio ha detto...

Mi immischio, anche se non c'entro niente. Secondo me voi cinebloggers siete uno di quei gruppi che fa vedere il web come "dovrebbe essere", con i pregi che in genere si attribuiscono alla rete in genere (e che invece molto spesso non ha) e senza i difetti.
Penso che questa connection dovrebbe puntare a qualcosa di più ambizioso. Tempo fa stavo studiando un framework PHP e stavo pensando proprio di esercitarmi con la realizzazione di un sito ad hoc.
Per adesso avete un volenteroso che raccoglie le recensioni: tutti dati non strutturati che prima o dopo saranno dolori recuperare.
Ci vorrebbe una bella cosa fatta apposta dove ogni recensore può aggiungere la recensione con un click, dove degli editori sono autorizzati ad aggiungere i film, dove vengono fatte automaticamente medie, top del mese, top dell'anno, generi, tag, etc. etc.


gparker ha detto...

ecco ecco bravo!
Son anni che parliamo di questa cosa, di passare magari a wordpress, di avere un database ma nessuno ha la competenza per compilare un software che trovi le ricorrenze e quindi possa inserire in un database voti, link e nomi.

Se lo fai avrai imperitura stima e il tuo scritto a lettere d'oro nella cineblogosfera italiana.


Fabio ha detto...

Probabilmente la cosa più rapida sarebbe avere uno che sa scrivere un plug-in per wordpress e adatta il tutto. Però una cosa realizzata ad hoc ti dà sempre le mani più libere.
Se riprendo la matassa di questo piccolo progetto vi faccio sapere. Lo donerei volentieri all'attuale amministratore poi...


Fabio ha detto...

Ah, tu ti riferivi al recupero di tutti i dati già presenti. Eh, it's a pain (in the...), come dicono gli americani.


gparker ha detto...

si ma secondo me il codice HTML dei vari post ha parecchie ricorrenze che una volta individuate ti consentirebbero di fare un piccolo software che scandaglia il testo e riesce a trovare Titolo del film, Voto, Link e Nome di chi ha linkato.
Poi magari non nel 100% dei casi ma fare l'operazione di colmare i buchi è una cosa che si può anche subappaltare tra cineblogger. Cioè tipo un po' di mesi per uno.


Fabio ha detto...

Sì, si può fare. L'ostacolo, più che l'analisi, a volte può essere l'estrazione del codice HTML in maniera corretta (questo è uno dei motivi per cui bisogna scrivere pagine valide, per non rendere un'impresa impossibile operazioni di questo tipo).

Quanto al controllo umano secondo sarebbe giusto che ognuno si controllasse i voti suoi. :)


gparker ha detto...

capisco quello che dici ma controllarsi i propri voti mi sembra un'impresa improba, proprio difficile da pianificare mentre dividersi i mesi mi sembra più semplice perchè ogni mese è una pagina html...

Poi calcolo che le parti da colmare non saranno più del 30%.

sappi che non voglio cogliere la frecciatina alla totale incorrettezza della sintassi HTML di questo blog....


Fabio ha detto...

capisco quello che dici ma controllarsi i propri voti mi sembra un'impresa improba, proprio difficile da pianificare mentre dividersi i mesi mi sembra più semplice perchè ogni mese è una pagina html...

Con il controllo fatto sul blog originale ovviamente sarebbe meglio dividere per mesi. Ma io il controllo lo farei fare dopo che un software ha raccolto tutti i dati, ha creato delle viste divise per recensore... e a quel punto ognuno si controlla i suoi.

sappi che non voglio cogliere la frecciatina alla totale incorrettezza della sintassi HTML di questo blog....

peccato


Alberto Di Felice ha detto...

Ma come, così, senza neanche avvertire--

Carissimo Gabriele, mi fa molto piacere che tu abbia pensato a me, e te ne ringrazio. Soprattutto, mi fa piacere che le nostre "litigate" ti soddisfino, per quanto possibile: d'altronde i blog, nel migliore dei mondi, dovrebbero servire proprio a "litigare", sennò sai che noia.

Io però gradisco che le cose rimangano così come sono, e non ho particolare interesse a entrare nella Connection. Quindi declino rispettosamente la mia candidatura.

Un saluto.


gparker ha detto...

rispetto la tua scelta chiaramente ma a questo punto non posso non chiederti come mai rifiuti una cosa che non implica alcun impegno?


frankie666 ha detto...

Bravo Di Felice, non sentendo il bisogno di aggregarti puoi restare veramente indipendente.

per me Cineblogger modello.


"bisogna sempre scrivere pagine valide", fabio mio già è tanto se chiudono i tags......


gparker ha detto...

Ecco qui hai sparato proprio LA cazzata per antonomasia. Sia in generale con la storia dell'indipendenza che esiste solo fuori da qualsiasi forma d'aggregazione, sia nel particolare parlando dei cineblogger come se facendone parte uno non è più indipendente e cambia il proprio modo di scrivere o quello che dice.


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Provo a risponderti.

Io credo che per entrare in un qualcosa, anche se questo qualcosa non implica particolare impegno (e anche solo doversi postar da soli i propri voti, comunque, è un qualche impegno), si debba sapere molto chiaramente il perché lo si fa: a me non piace aggregarmi a qualcosa se non vedo un che di razionale nel farlo. E francamente non ho mai capito a cosa serva la Connection: ci vedo semplicemente un aggregatore di voti senza nessun vero progetto (anche "ideologico", volendo, o meglio semplicemente "critico") dietro. Mi ritroverei messo nello stesso gruppo di tanti blogger diversissimi da me per convinzioni e approccio alla "materia" -- alcuni dei quali, in tutta onestà, neanche mi piacciono. Questo per me non ha davvero alcun senso. Sarà che ho un forte sentimento di individualità, e ho sincera passione per quello che faccio (per quanto modesto e criticabile sia), ma se entro in un qualcosa devo rispecchiarmici. Così non è, fosse solo perché non c'è neanche qualcosa da opporre.


gparker ha detto...

si non c'è assolutamente un progetto e non ci vuole essere. Non c'è un modo comune di vedere il cinema o la volontà di fare qualcosa insieme. Niente di tutto ciò. Molti nemmeno si conoscono e non si leggono.

E' un aggregatore, una cosa che consente comunque a tutti i cineblogger (che nonostante non abbiano comunanza di idee sono lo stesso una categoria) di conoscersi e leggersi. Si tratta di qualcosa di unico nella blogosfera, nessun'altra categoria tematica è così legata al confronto. Automaticamente avere un colpo d'occhio sul gradimento di un film e il link a pareri contrastanti o coerenti con il proprio stimola discussioni ecc. ecc. Poi ovvio che anche a me molti non piacciono e semplicemente non li leggo.

Secondo me in questo senso è una cosa preziosa, come può esserlo Google. Non per fare comunità ma per alimentare un discorso e condividere contenuti.


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Il problema è che quello che tu dici, io non lo riscontro. Per come capisco la Connection io, non c'è confronto stimolato realmente dall'appartenenza alla Connection -- ci sono semplicemente persone che postano nei rispettivi blog: non ci sono apprezzabili dinamiche interne che stimolino una discussione critica legata al fatto in sé di appartenere alla Connection. Se voglio leggere qualcuno, lo leggo anche se non è nella Connection; allo stesso modo, chi mi conosce (e mi si può conoscere per più vie) e vuol leggermi, può farlo.


gparker ha detto...

no sicuramente nella connection non si discute, ma proprio è vietato, nè tantomeno si discute su una base di appartenenza. Come dici tu lo si fa andando a leggere nei blog, cosa che si può anche senza connection.

La differenza che fa l'appartenenza come ti dicevo è la stessa che fa l'appartenenza a Google: essere facilmente trovabile.
Cioè magari non leggi tutti e non solo perchè non concordi, perchè semplicemente tutti tutti non li puoi leggere o non ti va, ma su determinati temi vuoi vedere chi concorda e perchè o chi discorda e perchè e soprattutto viceversa, inserisci anche le tue idee in un circolo e le metti a disposizione. E' un modo di avere un costante riferimento.


Alberto Di Felice ha detto...

Ecco, tra le altre cose è l'idea di "circolo" che non mi piace. Probabilmente non hai usato il termine nel senso che intendo io, ma considererò la cosa come un lapsus. La Connection non è come Google: io sono comparso su Google perché Google si è spontaneamente accorto di me e mi ha indicizzato, per il solo fatto che esisto e produco "contenuti". Io non ho nessun rapporto con Google, né con gli altri aggregatori che segnalano i miei contenuti. Nella Connection no: nella Connection qualcuno mi deve invitare.


gparker ha detto...

si certo ma la funzione è la medesima.
Non è un circolo tipo "Circolo canottieri" ma più tipo "siamo tutti blogger di cinema e quello che facciamo prevede confronto e massimizziamo le possibilità di internet".


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Ma io blogger di cinema lo sono lo stesso, per virtù di fatto. Invece l'aspirazione della Connection, secondo me, è proprio quella di essere un "circolo canottieri", anche solo per il modo in cui ci si entra. Per ora vedo solo la parte più futile del circolo, e non quella interessante. È per questo che, dovendo essere invitato, preferisco non entrarci.


d ha detto...

AZIENDALISTA!


frankie666 ha detto...

ero io.


gparker ha detto...

ma insomma... le regole per entrare sono proprio facili da soddisfare e la selezione c'è solo per stare sicuri di avere solo blog di cinema che siano aggiornati e coerenti e non riempirci di "rumore" inutile per il fine della connection.

Rispetto la scelta ma non condivido, secondo me fai perdere un'occasione agli altri, perchè tu comunque eventualmente potrai andare a controllare e leggere quando ti pare ma loro non hanno il confronto diretto con te.


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: (Premettendo il fatto che io non sono in grado di far perdere nessuna occasione a chicchessia.) Ti ribadisco che per me il confronto, all'interno della Connection, non esiste. Se qualcuno per qualche sciagurata ragione vuole arrivare al mio blog, ci arriva; e anche se non vuole, ha probabilità di incapparci, povero sciagurato. Non credo di essere sconosciuto alla maggior parte di coloro che già rientrano nella Connection. Se hanno interesse a leggermi, mi leggono; se non hanno interesse, non mi leggono. Questo succede già.

Io poi, ti confesso, il blog della Connection non lo consulto mai: tutti i blog che ho scoperto e che continuo a leggere li ho scoperti per altre vie. Capisco che c'è una razionale dietro a questo metodo di "selezione", ma resta il fatto che questo metodo -- e le dinamiche che può generare -- mi desta qualche perplessità.


gparker ha detto...

tu continui a dire "leggo/non leggo" ma il punto è che non tutti (e io in primis) leggono sempre tutti i blog che ritengono interessanti. E poi a prescindere da quelli interessanti e quelli non interessanti ci sono le vie di mezzo.
Dalla connection hai modo di vedere e leggere dei pareri sulla base di cosa pensano di un film. Blog che non segui costantemente ma che magari una volta hai piacere di vedere perchè sostengono un punto.

Io parlavo in senso ideale quando dicevo "tu puoi fruirne ma levi a loro la possibilità", avevo capito che non lo fai poi nella pratica.


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Certo, nella pratica, se io non sono nella Connection, chi apre il blog della Connection, e non trova il link alla mia recensione nel post di un film, al mio blog non ci arriva. E, mi verrebbe da dire, fortunato/a lui/lei. Però, appunto, resta il fatto che uno nella Connection deve entrarci, fa una scelta di entrarci. E soprattutto qualcuno deve acconsentire acché ci entri. Non ci rientra solo in virtù di ciò che scrive in maniera "aggiornat[a] e coerent[e]".

Chiedo ancora, anche se già mi hai risposto: quel è lo scopo della Connection? Allo stato attuale, quello di segnalare voti e recensioni dei "giudici", a favore dei lettori. Ma, ribadisco, questo non riesco a considerarlo, dato il funzionamento della Connection, come un semplice "servizio" come quello che può fare, da ultimo arrivato, Liquida. Il meccanismo della Connection prevede, per le ragioni che vuoi, che si debba essere "invitati" a far parte della "giuria". Posto che uno abbia un blog di cinema, uno può essere invitato per le ragioni più disparate, e nelle quali non voglio addentrarmi.

Se il meccanismo è questo, e lo è, allora io voglio avere un motivo per essere "invitato" in una "giuria". Capisco che, per come la metti tu e per come forse è, questi termini sono usati in maniera molto bonaria e non c'è nessuna reale giuria -- ma tant'è.

Tanto più che stiamo parlando in via del tutto ipotetica, posto anche il fatto che al momento nessun "giudice" ha appoggiato le tue proposte.


gparker ha detto...

dunque non saresti così contrario se non ci fosse un meccanismo di selezione?


Alberto Di Felice ha detto...

No.


Fabio ha detto...

La connection secondo me è utile ai lettori.
Io non conoscevo affatto il blog di Alberto. Nel momento in cui ne parla gparker (oppure entra nella connection) me lo vado a guardare, mi metto a curiosare tra le recensioni e magari allargo un po' i miei orizzonti filmici.
Certo, poi se la realtà dei fatti è che il blog della connection lo guardano solo i cinebloggers allora la cosa viene un po' a cadere.

Comunque, scusatemi se mi metto in mezzo, sono d'accordo con gparker. Lo dico perché, nonostante sia la prima volta che lo leggo, mi sembra di comprendere da vicino il modo di pensare di Alberto. E so che non volere entrare in gruppi il cui ingresso in teoria si potrebbe avere anche precluso è una dinamica poco razionale che davvero non vale la pena assecondare.


gparker ha detto...

se non ci fosse selezione (che non è di merito sia chiaro ma solo di "categoria" cioè serve ad appurare che il blog sia attivo e di cinema, questo è scritto chiaramente) si rischierebbe l'inutilità sovrastati dal rumore di siti anche non strettamente filmici.


Fabio ha detto...

Sì, certo, è una misura di buon senso; non è una vera selezione.
Però ha ragione Alberto quando dice che se funziona ad invito in realtà la selezione su base qualitativa c'è.


gparker ha detto...

si in linea teorica si, perchè anche se non è un criterio, qualora ci fosse qualcuno le cui opinioni non mi piacciono mi basta non dire nulla e di fatto mi sono pronunciato contro. Però secondo me l'importante è che il principio è inclusivo e non esclusivo, poi se la gente (eventualmente) è bastarda non è colpa del meccanismo o del gruppo.


Alberto Di Felice ha detto...

Fabio: In parte è così. Ma non penso dipenda da me. E non so se sia irrazionale: mi sembra più irrazionale entrare a far parte in qualcosa in cui né si crede molto né si è poi voluti. In un "gruppo" dove si è "agenti", mi sembrano presupposti essenziali.

Gabriele: Infatti capisco e sono d'accordo, ovviamente. Non contesto la selezione, se non è chiaro, ma questo modo di selezione.


gparker ha detto...

quale sarebbe un modo più virtuoso?


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Ad esempio, come saprai Yahoo! ha una lista dei blog italiani di cinema. È una lista nella quale si rientra per il puro dato oggettivo di essere "possessori di un blog esclusivamente cinematografico, oppure nel quale il cinema è un argomento costante e importante di discussione". Non si viene aggiunti subito alla lista, ma dopo un po' di tempo che il blog è attivo. Non è una lista perfetta -- ad esempio, vi rientrano molti blog il cui proprietario non posta dalle Guerre Puniche, non viene aggiornata con tempestività, rimangono doppioni -- ma è un metodo oggettivo di inclusione. Nessuno dev'essere invitato o accettato.


gparker ha detto...

si ma mettiamola così: la connection non è fatta per gli utenti, non è fatta per attirare visite ma per favorire le discussioni. E penso che a fini diversi corrispondano strumenti (e sistemi di selezione) diversi. In questo caso non automatici.
Se si votasse una cosa del genere per la connection io mi pronuncerei contro, non voglio una cosa automatica, un minimo (ma davvero un minimo) di selezione la voglio, perchè se aumentiamo il rumore poi si perde l'utilità.
Io addirittura sarei per aggiungere la regola che chi non posta per 6 mesi viene cancellato (poi se vuole ritorna è ovvio, non esiste il "bando", ma intanto lo si cancella per evitare di incasinare).


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Il fatto è che non stai rispondendo alle mie perplessità, ma le stai alimentando. In pratica stai contraddicendo il fatto che la Connection debba essere un servizio per gli utenti, cosa che per me potrebbe essere in quanto aggregatore; poi dici che in realtà lo scopo sarebbe favorire la discussione, cosa che non avviene per tua stessa ammissione. Stai confermando il fatto che è un "club", dove -- semplificando rozzamente -- c'è gente che si conosce e si invita a vicenda in base ai criteri più disparati.


gparker ha detto...

No io voglio dire che a differenza di Yahoo! l'obiettivo non è attirare utenti (e quindi non c'è una strategia in questo senso) ma alimentare una conversazione. E' una aggregatore ragionato.
Dove dico che non avviene? Secondo me avviene e come! Credo che la connection funzioni, lo vedo dalle persone che arrivano qui con quei link e da come io la utilizzo.

Se fosse un "club, dove -- semplificando rozzamente -- c'è gente che si conosce e si invita a vicenda in base ai criteri più disparati" allora semplicemente non funzionerebbe, perchè mancherebbe l'interesse verso la gente attirata con i criteri più disparati.


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Quando tu scrivi una cosa come questa:

no sicuramente nella connection non si discute, ma proprio è vietato, nè tantomeno si discute su una base di appartenenza. Come dici tu lo si fa andando a leggere nei blog, cosa che si può anche senza connection.

stai dicendo due cose, e anche molto chiaramente: 1. La Connection non serve a discutere, ma i blog sì; 2. Nei blog si discute anche senza la Connection. Da questo, per pura logica, io ricavo che la Connection non è nulla di essenziale.

Nel tuo ultimo commento, poi, parli della gente che arriva sul tuo blog tramite i link della Connection: il che è esattamente lo scopo di un aggregatore, ovvero fornire un servizio agli utenti (detta altrimenti: attirare utenti ai contenuti segnalati nell'aggregatore). Solo che l'aggregatore si autodefinisce tramite le decisioni prese dai giurati, che decidono -- esplicitamente o implicitamente -- chi può farne parte.


gparker ha detto...

si infatti già ho detto che è un aggregatore ragionato. Non si discute là ma sui blog e la sua utilità è che ti segnala post che ti possono essere utili.
Nessun aggregatore mi dà la possibilità di selezionare cosa andare a vedere in base al giudizio su un film.
Io alcuni blog come ho detto non li seguo ma magari se sono gli unici a dare un giudizio negativo su un film lo voglio leggere e se non ci fosse la connection non lo farei.
O se scopro che stranamente sono daccordo nella valutazione con qualcuno con cui solitamente non sono voglio leggere come mai.

Un aggregatore che aggrega in automatico (cosa che comunque anche consulto) ha utilità diverse. La connection è indirizzata invece a questo tipo di servizio e per farlo serve quel minimo di selezione.


Alberto Di Felice ha detto...

Gabriele: Ma non siamo in disaccordo... Nota che io non sto proponendo un aggregatore automatico. (E neppure, in realtà, sto proponendo alcunché: sto semplicemente continuando una discussione con te nata da una tua domanda.) La lista di Yahoo! andrebbe migliorata eliminando le sue imperfezioni, ma sarebbe una base realmente oggettiva da cui partire. Sulla lista di Yahoo!, che è tutto fuorché un caos totale, si può ragionare. La selezione "ragionata" della Connection, invece, non è "ragionata" affatto, ma a "invito": il che vuol dire che a oggi, per i motivi e le dinamiche più disparati, ci sono blog di cinema, anche ottimi, di gente che non è stata invitata e che dunque non rientrano nella Connection. Poi certo, può essere utile avere alcune recensioni raggruppate con relativi link, e mi fa molto piacere che a qualcuno sia effettivamente utile. Io, semplicemente, non condivido il metodo sottostante, che lo si voglia o no determina la natura e lo svolgimento del "progetto".

Ma, ancora, ribadisco che stiamo parlando in maniera totalmente ipotetica, data la totale assenza di altri interlocutori se non i tuoi due gentili lettori. Il che, forse, è segno di qualcosa.


gparker ha detto...

certamente il metodo determina la natura e io non credo che il sistema sia perfetto, come dici tu molti ci sono che non sono stati mai segnalati e meriterebbero. questo però diciamo che sta anche all'iniziativa dei singoli e io per dire non l'avevo mai fatto, dunque il sistema non è perfetto ma la possibilità di perfezionarlo è alla portata di tutti.


Valentina Ariete ha detto...

Wow!!!
La descrizione mi piace un sacco!
Anche se ci vedo un velo di sottile iornia...ma proprio sottile eh!
:D


Valentina Ariete ha detto...

Ma può mai essere che voi due litighiate pure su una cosa così?!
C'è una concentrazione troppo alta di critici che si sentono maschi alfa qui dentro!!!


gparker ha detto...

sul fuori possiamo discutere ma qui dentro il maschio alfa è uno solo.

Ironia si, sarcasmo no.


Fabio ha detto...

Io ho un Opel.


Anonimo ha detto...

Io ovviamente appoggio la candidatura di Valentina e anche quella di Tomobiki che non conoscevo, ma che vedo essere sicuramente valente. Comunque appoggerei anche quella di Alberto, se solo lo volesse ^^
Ale55andra


Para ha detto...

Io appoggio Valentina Ariete.
Saluti.
Para


frankie666 ha detto...

critico e maschio alfa sono due concetti diametralmente opposti!


Luciano ha detto...

Ho seguito questa interessantissima discussione sulla cinebloggers. Intervengo (ma forse con troppo ritardo) per dare il mio appoggio ai carissimi amici Tomobiki e Valentina. Ovviamente confermo quanto scritto da Ale55andra: il mio appoggio va pure ad Alberto (compresa la mia stima) anche se ha già rifiutato l'invito.


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