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5.3.09

La morte dei monosala. Ci dispiace sul serio?

La visione oggi del film Cinema Universale D'Essai, che è un bel documentario su una sala di Firenze nota per essere stata per trent'anni teatro di fruizioni cinematografiche eccessive e goliardiche, e la conferenza stampa a seguire mi hanno ritirato fuori tutto il livore represso già in un'altra occasione sul tema sale d'essai/multisala, cinema nuovo/cinema vecchio.

La conferenza stampa era chiaramente tutta a senso unico: "Ah! Quei bei cinema di una volta non ci sono più e stanno chiudendo a favore di questi freddi multisala, ma dobbiamo fare qualcosa!".
Si è arrivati a fare affermazioni limite e tutti concordavano su palesi falsità del tipo "I multisala con le loro architettura tutte uguali uccidono il piacere di andare al cinema, le sale sono tutte uguali è impossibile distinguere le une dalle altre". E tutti d'accordo!!
Si è parlato di iniziative anacronistiche per riportare in vita modi di vivere la sala e i luoghi della città che sono defunti, perchè il cinema non è più quello, le città non sono più quelle e noi non siamo più quelli. Grazie al cielo si cambia sempre. Non viviamo più nelle piazze, non bighelloniamo più in giro e ci sono più divertimenti concorrenti al cinema. In uno scenario così mutato (e oltre a quelle elencate ci sono altre mille altre variabili) come potrebbe rimanere tutto uguale? E poi noi non dovremmo essere quelli progressisti favorevoli al cambiamento?? Quest'ultima cosa non centrava nulla scusate...
Mi sono davvero chiesto: "Ma di che cosa stiamo parlando?".

Non nego il fascino e la bellezza delle fruizioni cinematografiche di una volta e di tutto quel modo di vedere il cinema, ne contesto l'attualità. Non è che i multisala soppiantino i monosala è che i monosala non hanno più senso oggi! E se non hanno più senso oggi va bene così.

15 commenti:

elisabetta ha detto...

Mica tutti i multisala sono brutti, fatti in serie e con una programmazione discutibile. A Roma ad esempio come multisala d'"autore" (se questa definizione ha un senso) ci sono il 4 fontane, mignon, greenwich, intrastevere, nuovo cinema aquila, fiamma , tibur..
Magari in alcuni casi si può discutere sulla qualità di certe sale. Alcune (ma non tutte) sono piccolissime e forse in quel caso non vale la pena pagare il biglietto.
Ma poi quali sono invece le monosala (almeno a roma) che oggi proiettano cinema di qualità?

Forse sono andata off topic anche stavolta.
Me ne scuso col capo


gparker ha detto...

al volo mi vengono in mente il farnese e il dei piccoli. e poi embassy, europa e empire tra i monosala in generale.
Ma infatti anche i monosala diventano multisala è una modalità di proporre film che si adatta meglio a come viviamo le città adesso. E adattandosi meglio, funziona meglio e ci offre meglio il cinema.
Se di botto tornassimo ai monosala di 40 anni fa sarebbe un disastro. Perchè noi non siamo quelli di 40 anni fa e non viviamo in quella maniera.


elisabetta ha detto...

D'accordo con te.

Per il resto, l'unica comodità del monosala, secondo me, è che al 99% non avrò problemi a trovare il biglietto anche all'ultimo minuto (sì lo so già che adesso mi dici della prenotazione telefonica, quindi diciamo che risparmio 2 euro ca., e 2 oggi e 2 domani, signora mia, lei m'insegna ecc. :))


Anonimo ha detto...

D'accordo dalla prima all'ultima sillaba...
Meccanico


Thomas Morton ha detto...

Wow. Io ti avevo segnalato il documentario nei commenti di un post di qualche mese fa, ma non pensavo che sarebbe mai uscito dal circuito cittadino. Da me ha avuto un certo successo per ovvi motivi (io abito praticamente davanti all'ex cinema Universale).

Ovviamente sono d'accordo con te, ma non è solo questione di mono e multisala. Quel tipo d'esperienza è irripetibile e basta, ed è inutile rivangarla salvo che per motivi nostalgici. Oggi, oltre ai multisala, ci sono i DVD e Bittorrent. Sarebbe un po' come se qualcuno volesse deprecare l'esistenza di Internet, perché vuoi mettere il gusto proibito di chiedere una copia del giornaletto porno all'edicolante?


Fabio ha detto...

E' che non ci sono più valori.


soloparolesparse ha detto...

Vero che bisogna andare avanti e che le multisala rispecchiano meglio le caratteristiche dello spettatore di oggi.
Tuttavia non mi sembra proprio un bene.
Non mi piace delle multisala:
- la programmazione (che come dici tu è appiattita sui blockbuster che raramente sono di qualità)
- l'odore di burro e patatine (che fa molto americano)
- l'ambiente da centro commerciale ed il casino che lo circonda
- la pubblicità esagerata
- le macchinette di distribuzione cibi che ti guidano fino alla porta della sala

Mi dirai: ma una volta entrati in sala quello che conta è il film.
Si... ma anche lì:
- le luci accese in sala all'inizio dei titoli di coda e non alla fine (anche quando c'è ancora una scena "dopo" i titoli di coda.

...mi sono dilungato...


gparker ha detto...

Ecco chi me l'aveva segnalato! Mi era rimasto impresso il titolo ma non il segnalatore. Pardon!

soloparolesparse: i multisala non sono certo perfetti, anzi sono lontani dall'essere perfetti. Ma nemmeno i monosala lo sono, è che ci siamo più abituati. Inoltre non concordo sull'accorpare "i multisala" quando si dice che sono brutti o che c'è troppa pubblicità. Io ho vissuto esperienza completamente opposte.

E comunque se vogliamo andare dritti al punto mi sembra che tutte queste componenti siano minoritarie di fronte all'offerta, cioè al vedere un film o più film.

Anche le luci accese durante i titoli di coda non sono un'esclusiva del multisala.


soloparolesparse ha detto...

Effettivamente mi devo correggere.
Il problema non è delle multisale ma dei megamultiplex-stile-centro-commerciale.
A Torino esistono anche multisale (3-4 sale al max) d'essai che offrono spettacoli eccellenti (Romano, Massimo, Eliseo...)


Christian ha detto...

Anche a Milano c'è un circuito di "multisale d'essai" con 4-5 sale ciascuno (Apollo, Anteo, Eliseo, in parte Colosseo... ora che ci faccio caso, la maggior parte finisce in "eo"). E raramente le vedo vuote.


gparker ha detto...

si ma anche il multisala commerciale, quello con 21 sale gigantesco, anche quello ma che male fa? Ci sono 21 sale e diciamo almeno 17 film (perchè molti sono dati in più sale).
17 film! Si sono i più commerciali, ma il 17esimo dei più commerciali comincia a diventare un minimo di nicchia!!
E poi pure che sono brutti architettonicamente (ma cosa non lo è?? Le monosale vecchio stampo? Così kitsch e sporche??) ti danno tanti di quei servizi, quelle comodità che io davvero non comprendo il livore che si ha contro di essi.


el señor dionigi ha detto...

premesso -con pedanteria- che la distinzione va fatta tra sale d'autore e sale commerciali -che poi siano multi o mono non rileva piú di tanto- la chiave é quella indicata nella seconda parte del post, e cioé é un problema di distribuzione. adattare la distribuzione -intesa in senso ampio, come porre a disposizione del pubblico opere- all'attuale e variopinta alluvione di contenuti e ai nuovi formati é la vera sfida. bisogna trovare un modo di salvaguardare -sempre che ci sia domanda, s'intende- la diversitá cinematografica, e permettere a tutti di trovare il modo, in maniera non troppo difficoltosa, di vedere il film che interessa. sono blande queste polemiche perché in realtá non esiste alcuna contrapposizione tra questi due mondi, tra multi e mono sale, tra sale d'autore e commerciali, bisogna convivere e dare -citando sciascia- a ciascuno il suo.

per il resto, e per il gusto della polemica, se é innegabile che andare a vedere un film al defunto cinema labirinto in prati (parlo di Roma) era uno spettacolo nello spettacolo (soprattutto nella sala circolare con i divanetti blu elettrico e le insegne rosa al neon, epifania di un passato ben piú spregiudicato), nel senso che, a me, che magari sono un po' snob, dava qualcosa in piú (quel qualcosa in piú che ti dá mangiare una matriciana nell'osteria del paesello rispetto al ristorante coi tovaglioli di panno sotto casa), sono d'accordo che tutta questa manfrina nostalgica del cinema d'essai va oltre un simpatico sfoggio di decadenza, di mite costernazione intellettuale, per assumere il tono del piagnisteo sterile e anacronistico di un paio di cinofili di quarta serie, che evidentemente non ha mai visto un film nel gelo e dietro la colonna del cinema caravaggio (quello sotto la parrocchia di santa teresina). Che poi sono sicuro che a questa polemica non ci credono neanche loro.


gparker ha detto...

invece secondo me ci credono e come, la difendono e prendono provvedimenti e iniziative per fomentarla!
E' questo che mi fa arrabbiare.

Anche io posso dirti che si, quello che dici è vero e ha un certo fascino anche su di me. appunto come la trattoria di paese. E infatti occorre fare precisa distinzione tra questo (e anche l'effetto nostalgia) e poi concretamente vedere, agire e valutare il presente.

Anche io ho un certo feticismo della sala, le visito tutte e conosco tutti i sedili (la Caravaggio è mitica, ma ancor più cult è il Tiziano), ma non direi mai che "era meglio" o che i multisala sono il male. Io riconosco abbastanza obiettivamente che sono il bene, e che nessuno mi ha ancora portato un esempio di questo "male" che non sia "sono brutte a vedersi!" che oltre che essere totalmente opinabile non centra nulla con il cinema.


Anonimo ha detto...

Il LUX è bruttissimo ma è quasi sotto casa mia e su sette sale trovo sempre almeno un film che mi interessa. L'EMPIRE è altrettanto brutto ed è gelido, come tutti gli enormi monosala lo si abita ormai con imbarazzo...Avrei preferito che Holiday, Rivoli, Gioiello e gli altri cinema che hanno chiuso nell'ultimo biennio fossero diventati multisala anzichè sparire.........ma sono pronto a vedere film dovunque, anche solo sul pc di casa.ALP


gparker ha detto...

amen


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