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29.4.09

Le 5 ragioni per cui Paolo Sorrentino (non) salverà il cinema

Il Divo è arrivato in America e come era prevedibile gli americani sono entrati in fissa. Lo stile di Sorrentino non è troppo diverso da quello che fanno loro ed è normale che si appassionino. Dopo la recensione piena di lodi sul New York Times adesso ne arriva uno anche sul New York Magazine dallo stesso titolo di questo post.
Questo non significa molto in sè, se non che un giornalista si è innamorato dei suoi film. Che poi si sa che qui Sorrentino piace e molto, tuttavia non sono per nulla d'accordo con molte delle argomentazioni per le quali Sorrentino potrebbe salvare il cinema mondiale. Specialmente perchè si individuano come mali del cinema cose che francamente non lo sono.
Le cinque ragioni sono:

Se Scorsese, Fellini e Kubrick avessero un figlio sarebbe Sorrentino
Affermazione poco chiara che diventa difficilmente sostenibile quando è argomentata sostenendo che il cinema d'autore di oggi è fermo ad una messa in scena statica e guarda più che altro a Ozu e Bresson. Questo tipo di cinema, che viene definito dall'articolista "cinema della mancanza" (?!?!?), deficiterebbe delle emozioni immediate di cui invece Sorrentino si nutre. Quest'affermazione già depone a sfavore della conoscenza cinematografica di chi ha scritto.

Rende la politica bella
L'ha fatto una volta sola. Però si spiega giustamente come sia stupidissimo sostenere che Il Divo sia un film che può piacere solo agli italiani, perchè sono gli unici a conoscere i fatti. Il Divo è un film sulla modernità. E qui ci sto.

I suoi film sono tutti sul cambiamento
Nei suoi ultimi tre film ha affrontato il tema di personaggi che dopo anni di cristallizzazione sono costretti a cambiare. E dunque è il cineasta perfetto per la nostra modernità, cioè per un tempo in cui il vecchio si scontra con il nuovo. E pure qui ammetto di poterci stare.

I suoi film sono tutti sul debito
Cosa che lo renderebbe ancora più attuale. Ma questa è proprio un'argomentazione senza senso. Talmente senza senso che l'ufficio stampa del regista nel divulgare la notizia di quest'articolo e nel tradurre questi 5 punti in italiano ha tradotto questo titolo con "Non fa sconti a nessuno".

Sorrentino ha coraggio
E qui si cita il fatto che abbia mostrato il Divo ad Andreotti in una proiezione privata. La cosa forse ci potrebbe anche stare. Ma non capisco quanto possa avere a che vedere con l'essere in grado di salvare il cinema moderno...

7 commenti:

Alberto Di Felice ha detto...

Guarda, la prima affermazione che fai in merito al primo dei punti sarebbe più che abbastanza per liquidare questo pezzo, che non è che un riassunto entusiastico delle tematiche Sorrentiniane. Potrà essere utile ad un americano che non ha mai visto un suo film e ha bisogno di una scusa per andarselo a cercare, se lo trova; ma non spiega molto sul perché questi cinque punticini dovrebbero salvare il Cinema Mondiale. Il tizio, che io non ho mai letto, ha qualche idea sbagliata, anche se l'affermazione su Ozu e Bresson va accompagnata a quella sulle camere mosse di Cassavetes. E già qua, se uno ha la bontà di pensare, "i movies si muovono", anzi traballano. Secondo e terzo punto: ci terrei a precisare una piccola cosa, sulla "modernità". Difficilmente si dice qualcosa, dicendo che un film è "sulla modernità", perché con un po' di bontà si arriva presto a dire (come si fa, senza porsi troppi problemi) che il 90% o quasi dei film odierni sono film sulla modernità, o ancor meglio sulla postmodernità. O sulla contempoaneità. Sarà forse normale che un film contemporaneo sia per forza di cose un film sulla contemporaneità, e che la contemporaneità non sia altro, per forza di cose, uno scontro fra vecchio e nuovo, fra quello che è venuto prima e quello che verrà dopo? Sai che palle, e allora? Queste sono platitudini spacciate a ogni giro per colpi di genio. (E "W." è un buonissimo film, molto lucido, tra l'altro. Se questo Ebiri non lo vede, peggio per lui.) Punto quarto: i suoi film sono sul "debito"? Il che ci fa molto piacere. Ma perché il "debito" sarebbe un fattore essenziale per capire la nostra bella "modernità", e per salvare il Cinema Mondiale? Ah, si_ la crisi dei mutui! Fenomenale libera associazione di idee. Il quinto punto, sulla questione, è ancor più irrilevante, e per di più non si pone minimamente il problema di cos'è successo in Italia dopo il film, non solo nella simpatica proiezione privata per Andreotti.


Fabio ha detto...

Veramente dal punto di vista di satira/inchieste/accuse/insulti, se c'è una vittima ideale è proprio Andreotti. Belzebù incassa tutto, senza mai sollevare una polemica o mettere in mezzo un avvocato (forse perché si sente un po' invincibile). Ma questo probabilmente il critico americano non lo sa.

Nel 2009 il "coraggio" ci vuole per fare altri film e lanciare ben altre accuse.
C'è gente (non Sorrentino ovviamente) che con sto "coraggio" ci marcia da una vita, giocando a fare la vittima, quando invece sta semplicemente mettendo in atto l'unico modo che ha per ritagliarsi una fetta di (discutibile) pubblico. Può essere pure una piccola percentuale di italiani, ma tanto un teatro te lo riempono sempre.

Chiudo parentesi polemica.


gparker ha detto...

Si un articolo ridicolo. Tuttavia l'unico punto sul quale concordo è quello del cambiamento. Nel senso che formalmente raccontare dello scontro tra nuovo e vecchio è fondamentale. Ed è divertente come il "cambiamento" poi sia uno dei temi fondamentali di (per dire) Ozu che viene invece considerato come uno rigettato da Sorrentino.
on è certo sinonimo di "novità" occuparsi del contrasto tra vecchio e nuovo, ma per noi in Italia dove non c'è mai stato contrasto e dove il vecchio ha sempre vinto è una cosa effettivamente moderna. Ma questo è un problema tutto nostro.

si "coraggio" non vuole dire niente.


carlito ha detto...

Sorrentino, secondo me, è sicuramente un grandissimo talento che merita le lodi dei giornalisti italiani e stranieri. certo se però evitassero di dire che moltiplica pani e pesci e tramuta l'acqua in vino sarebbero più credibili...


el señor dionigi ha detto...

Sarà pure un genio, ma io ho visto tre film di Sorrentino e non sono mai arrivato ininterrottamente alla fine:

- le conseguenze dell'amore: addormentato sul divano di casa mentre servillo sta in albergo, a tre quarti del film
- l'amico di famiglia: addormentato a casa della mia ragazza, forse neanche a metà film
- il divo
addormentato all'arena tiziano mentre andreotti attacca una pippa bestiale verso il finale

insomma il mio giudizio su sorrentino è che si dorme meglio a casa.


gparker ha detto...

strano eppure è un regista molto dinamico.
Ad ogni modo per quanto possa non piacere è quantomeno uno che indubbiamente cerca una via molto particolare non solo ai racconti che fa ma a come farli.


Massimo Manuel ha detto...

"Cerca una via molto particolare non solo ai racconti che fa ma a come farli."

Verissimo. Ed è proprio ciò che lo rende grandissimo, sicuramente migliore del 90% dei suoi squallidi colleghi italiani.


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