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26.5.09

Contro l'elitarismo e per la bulimia

Cineblog posta una cosa che trovo interessante anche io (!?!?!), stralci di una lezione tenuta da Gerard Depardieu al Forum des Images alle Halles di Parigi
Il cinema? Me ne frego, non mi sono mai battuto per fare un film. Ne ho fatti duecento, centocinquanta dei quali sono merda. (…) Non sono dell’idea di trasmettere qualcosa. Non mi sento vecchio, anzi mi sento molto giovane. (…) Ho fatto cinema per caso, avrei potuto fare il ladro d’auto o l’uomo d’affari. Giro meno, mi hanno visto troppo. (…) Non capivo nulla di quel che giravo e non soltanto quando le riprese erano in inglese. (…) Mangiare bene, bere bene, la conoscenza di un territorio e di una cultura sono importanti quanto il cinema
La cosa è la più rappresentativa di quello che è stato per tanti, e forse dovrebbe essere ancora, il vero spirito di chiunque si approcci al lavoro cinematografico. Uno spirito che non è troppo diverso da quello che anima gli altri lavori e che si può riassumere come: consumare tutto, fare alto e basso, conoscere non solo il cinema.

17 commenti:

frankie666 ha detto...

non ci vedo questa interpretazione onestamente...

Mi sembra solo una provocazione, splendida tralaltro, degna del grand uomo che è.


Fabio ha detto...

Anche secondo me.


alp ha detto...

e pure secondo me


gparker ha detto...

si ma io non ho mai voluto dire che quella fosse l'idea di depardieu che anzi credo volesse sminuire tutta l'aura intorno al suo lavoro, ma poco conta.
Cioè a me non importa molto interpretare il volere di depardieu, ma mi piace come approcci il suo lavoro, sia che ci creda davvero a quello che dice sia che lo dica a appositamente.
Il fare film dandogli poca importanza, farne tanti e farli anche in fretta. Questo mi piace.


Fabio ha detto...

Scommetto che tu tieni questo blog con gli stessi intendimenti.


gparker ha detto...

sarebbe molto incoerente fare altrimenti


alp ha detto...

Se intendi un approccio "free" senza prendersi tanto sul serio e senza menate sul " sacro fuoco" dell'arte, sono d'accordo ma se invece il discorso di D. nasconde un vivere di rendita, " ormai-ho giadagnato-sul campo-un'autorità- tale da poter-cazzeggiare a volontà tanto basta il mio nome" allora mi infastidisce Stimo i grandi che continuano a studiare e sperimentare fino all'ultimo,curiosi professionali e rispettosi del pubblico anche a 90 anni


gparker ha detto...

mah a me non sembra parli di vivere di rendita perchè fa riferimento al passato e ora sembra che non sia più così animato dal fuoco sacro.
La realtà delle cose però ci dice che ora i film li continua a fare e li fa bene. I suoi ultimi film sono sempre meno delle stupidaggini e sempre più piccole partecipazioni significative, come quella in Nemico Pubblico o in quell'altro film (poi finito malissimo) di Kassovitz, Babylon A.D.
non so io vedo un'idea del fare cinema che mi piace molto. Il non farsi molti problemi e fare. Non avere puzza sotto il naso e fare anche ciò che ritieni brutto. Un po' per soldi, un po' per lavorare, un po' per esigenza di vita.


Giangidoe ha detto...

Sul fatto che non capisse nulla di quello che girava posso anche crederci. Anche perchè alcune cose che ha fatto un senso talvolta non ce l'avevano (o era moooolto pretenzioso).


Mariolone ha detto...

a me sembra tanto che si sia tolto un peso...tipo finalemte ve lo dico io non ho mai capito una mazza di quello che mi succedeva intorno, pensavo solo a magnà e beve..ed occasionalmente copulare


gparker ha detto...

ma proprio questo a me piace.
L'attore in fondo è uno strumento del regista. Certo non sempre e non per forza. Ma al pari di altre parti della messa in scena è una componente di un progetto più grande che è un film e il film sta solo nella testa del regista che ne è il principale responsabile.
Dunque spesso le singole parti possono agire senza la consapevolezza del grande disegno e non è un problema.
La forza vera di Depardieu e di essere sempre riuscito a stabilire dei rapporti straordinari e a fare in maniera sublime ciò che gli veniva chiesto (quando gli venivano chieste cose sublimi).


frankie666 ha detto...

Depardieu e un grande, ma grande vero... I Francesi manco se ne rendono conto di quanto e grande...


dario ha detto...

Sì ma non è detto che l'attore debba essere solo strumento, comunque. Così come il cinema come progetto del regista, che sta solo nella sua testa. E' una possibilità, non la legge.
E sappiamo pure in che momento storico è venuta fuori, questa idea di cinema.


gparker ha detto...

non ho detto che sia la regola, ma che è una modalità, quella che Depardieu sembra ammettere per se stesso. Non faccio mistero che questo modo di vedere il cinema e quindi tutta la politica degli autori mi piace molto. Certo mi rendo conto che non è più in grado di spiegare tutto il cinema. Infiniti sono i casi che la contraddicono. Però qualche volta accade ed è valevole farlo notare.


dario ha detto...

Beh anche a me può piacere, ma quando mi viene buttata giù così mi pare mostruosa. Il regista demiurgo, come nel teatro di regia. Brrr.
In linea teorica, al di là dei risultati, sono per una visione più pluralista.


gparker ha detto...

no è una possibilità. E sinceramente a me non sembra mostruosa anzi. forse utopica.


nickoftime ha detto...

Ma per Depardieu è stato veramente così: arrivo a Parigi perchè costretto ad abbandonare il paese natio ed un padre violento a causa dei soi guai con la legge...abitava insieme a varie prostitute, si avvcinò al teatro anche per motivi alimentari..lì fu notato più per la sua esuberanza fisica che per le sue capacità attoriali...il resto è storia


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