4.7.09

Buttati Bernardo! (You're a Big Boy Now!, 1966)
di Francis Ford Coppola

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Primo film di Coppola dopo la fase degli horror cormaniani Buttati Bernardo! è una commedia tipicamente anni '60 (ma come mai la roba degli anni '60 invecchia molto di più di tutto ciò che l'ha preceduta e seguita?) con tutti i limiti del caso.

Non mi stupisce infatti che l'umorismo sia profondamente lontano da quello odierno nè che abbia una struttura quasi da Benny Hill (come moltissime commedie di quegli anni finisce con un inseguimento tra i protagonisti), mi stupisce che non riesca a parlare di sentimenti che è ciò che Coppola, anche nei momenti più infami della sua filmografia è riuscito a fare meglio.

Buttati Bernardo! poi è anche scritto dal buon Francis e dovrebbe rientrare, cronologicamente, in quel magico periodo in cui era responsabile dei propri lavori in toto, in cui faceva il cineasta indipendente e girava come gli pareva. Quel periodo pre-Padrino che lui stesso ha spesso rievocato come uno di quelli professionalmente più soddisfacenti.

Buttati Bernardo! invece è irrisolto su molti fronti. E' una commedia con velleità alte, che ha una forte componente critica nei riguardi della generazione dei genitori (opprimenti, oscurantisti, bigotti e incapaci di vero affetto) e promuove il libertarismo hippy più banale (anche in materia di droghe) senza riuscire mai a connetterlo ad un'esigenza o un'insofferenza vera. E poi con le metafore più ridicole (l'aquilone!! (a proposito qui un sito di aquiloni e cinema)).

4 commenti:

el señor dionigi ha detto...

Se non l'hai visto preparati al peggio per "Tetro" allora..un film terribile e sconclusionato, una fellinata da scuola media(sembra scritto dall'ultimo Almodovar, e forse ti ricorderai che per quello che ho scritto su di lui non é proprio un complimento), in cui si salvano solo Vincent Gallo, la fotogria in bianco e nero e - solo in una scena- le curve di Maribel Verdú. Sará che, salvo eccezioni, Coppola é un po' una sega a scrivere sceneggiature?? Piú che altro, per concludere, Tetro ha tutti i difetti di un'opera prima, del tipico cineasta acerbo che ha tante cose da dire e vuole dirle tutte ma, piccolo particolare, non sa come si scrive una buona sceneggiatura.

gparker ha detto...

madonna già Un'altra giovinezza mi aveva provato...
e dire che a me poi il coppola primo, quello audace e peronale piace tantissimo e ci credevo davvero che il suo nuovo ritorno al cinema indipendente avrebbe segnato una rinascita.

el señor dionigi ha detto...

Oh ma magari a te piacerá, anzi ti dico di piú, a me -nonostante riconosco che é una sublime stronzata, un film troppo iper-audace e iper-personale se vuoi- é piaciuto, anzi diró ancora di piú, io c-o-n-s-ig-l-i-o di andarlo a vedere perché comunque dietro c'é -come a volte dici tu e mi piace questo concetto- un'idea di cinema, di gran cinema, che si manifesta a sprazzi, e poi perché non é detto che lo spettatore debba andare al cinema sempre e solo per trovare quello che gli piace, quello che capisce, quello in cui si identifica; il cinema, seppure condivide l'orario e la tecnologia, mica é la televisione delle 9 di sera, perché il cinema a volte deve pure educare, e allora si vada a lezione dal professor Coppola anche se quel giorno non é cosí in forma.

(ad ogni modo, il fatto che Javier Bardem avesse rifiutato il ruolo da protagonista -poi affidato a V. Gallo- qualche dubbio doveva pur farlo venire)

gparker ha detto...

ah allora è un altro paio di maniche. Stiamo parlando di qualcosa "non tanto riuscito" non di Un'altra giovinezza!