6.12.09

Una Donna Sulla Luna (Frau im Mond, 1929)
di Fritz Lang

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Fresco del successo di Metropolis Lang tenta ancora di stupire tutti con un film di fantascienza in cui infondere temi sociali, ma se le scene impressionanti e già all'epoca costosissime di Metropolis risentivano dell'espressionismo ormai al termine della sua parabola cinematografica e rappresentavano idee di design e di messa in scena creativa in grado di rendere la visione del futuro non solo velleità previsiva ma vera trasposizione iconica di temi attuali, Una donna sulla Luna è invece all'altro estremo stilistico.
Se esistesse una differenza vera tra il nerd e il geek si potrebbe dire che solo il primo può associare questo lavoro freddo e calcolatore a quell'altro ardito e sognante.

Una donna sulla Luna sembra più un'opera di previsione del futuro a tavolino (fallita) e di costruzione di un racconto in cui le condizioni contano più dell'elemento umano. Privo non solo dei temi tipicci dell'espressionismo (per i motivi sopraelencati) ma anche dei temi tipici del cinema langhiano, questo film non si fa notare nemmeno per soluzioni visive particolarmente fulminanti, se non forse la sequenza della partenza del razzo e della schiacciante pressione atmosferica.
Ad un parima parte lunga, poco utile e molto verbosa Lang ne fa corrispondere una seconda più d'azione e di mistero con il vero proprio viaggio e arrivo sul satellite terrestre. Ma in un film di quasi quattro ore una prima metà inutilmente verbosa pesa come un macigno e se in quel momento storico poteva essere importante dilungarsi sull'avida meschinità di una parte del potere politico che cerca di piegare la scienza al proprio tornaconto oggi non lo è decisamente.

A salvare, parzialmente, il tutto arriva la conclusione che dà un senso al titolo e al film, mettendo al centro di un lungo racconto dominato da figure maschili la scelta di una donna e la sua volontà sentimentale che in precedenza sembrava accantonata. Come già in Metropolis la dualità che anima la pellicola (in questo caso tra amore e ragione, incarnata dai due personaggi positivi che anelano la medesima ragazza) trova la necessaria mediazione nella donna, forse non in grado di sgominare il nemico ma sicuramente in grado di dare un senso all'esistenza.

Citazione a parte per gli esilaranti errori previsionali. Dopo aver fatto tanto bene con Metropolis qui Lang sbaglia quasi tutto. Se azzecca l'idea di un razzo spaziale a moduli di cui una parte si stacca quasi subito e altre via via, sbaglia la partenza da farsi per forza da dentro una vasca d'acqua, sbaglia il design interno (con moltissime maniglie per reggersi simili a quelle dell'autobus) e il look (si parte con dei golfoni come se il problema fosse il venticello freddo), azzecca l'assenza di gravità ma sbaglia a pensare che la si possa sconfiggere. Infine sbaglia la cosa più importante: sulla Luna di Lang c'è ossigeno e si respira normalmente!

2 commenti:

Christian ha detto...

Per molti versi è un fumettone, a me ha addirittura ricordato i due episodi di "Tintin" sulla Luna. Però, come sempre, a vedere un film di Lang provo un piacere inesauribile!

gparker ha detto...

per carità, però è proprio privo di mordente cinematografico...