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9.3.11

Cellulite e Celluloide - Il cinema su Radio Rock

Il consueto podcast settimanale della trasmissione in onda su RadioRock (106.600 FM) ogni venerdì alle 19.45, che vede ai microfoni oltre a Prince Faster anche il sottoscritto sotto lo pseudonimo di Gabriele Vasquez.
Puntata specialissima che inizia con una delle punte più alte della mia carriera, l'intervista a MASSIMO MARINO. Il pretesto è la sua partecipazione al film Una cella in due, ma l'intervista sconfina dopo pochissimo su tutto il massimomarinismo.
Finita l'intervista una breve dissertazione su Una cella in due (non c'è troppo da dire) e poi l'altrettanto "B" e bellissimo Piranha 3D con un contributo audio d'eccezione dal film.
Gli altri film che rimangono dopo i suddetti capolavori sono il sopravvalutato The Fighter, il sorprendente La Vita Facile e il moscissimo Il Gioiellino.
In chiusura la storia dello stranissimo Il buongiorno del mattino.


LA PUNTATA DEL 4/03/2011

Pur non essendo di Roma o dintorni potete godere anche voi di queste perle radiofoniche sottoscrivendo i podcast come più vi aggrada. O consultare l'archivio.

8 commenti:

Fabio ha detto...

Ammazza che tirata che hai fatto sui programmi di cucina. Programmacci dove mostrano le ricette, gli animali... sei senza cuore.


gparker ha detto...

ahahahhah
che poi non ce l'ho con i programmi di cucina ma con quei programmi che usano la cucina come usano gli ospiti con animali, i bambini e via dicendo.
Il grado zero dell'inventiva


Fabio ha detto...

Ho visto "16 blocks" da te consigliato in trasmissione. Non male.
Ma le sparatorie con le inquadrature di un microsecondo mi confondono...


gparker ha detto...

quello infastidisce anche me. Però che filmone!


Fabio ha detto...

Sicuramente bello, però me lo aspettavo diverso per come l'avevi descritto. Ad esempio credevo che ci sarebbe stata una lunga fase con Bruce Willis che deve difendere il testimone senza sapere chi è che lo vuole fare fuori (e invece c'è quasi subito la scena del bar), ma soprattutto speravo che fosse più enfatizzato - proprio "geograficamente" - il percorso verso l'obiettivo (i 16 blocks).

Per capire cosa intendo: tu l'hai giocato Metal Gear Solid 2?


gparker ha detto...

certo che ho giocato metal gear solid 2, ci ho perso un paio di esami all'università e non ho capito niente della trama. Ma gran divertimento.

Si il film ha un andamento non troppo convenzionale, svela subito la magagna e si concentra sull'assedio. Però che goduria.


Fabio ha detto...

Allora mi capirai benissimo quando voglio rievocare la sensazione che si prova quando si supera un blocco e si esce all'aperto, con la piattaforma che è fatta così.

Secondo me è un meccanismo narrativo formidabile. Mi piacerebbe vedere una scansione così precisa dagli ostacoli che dividono l'eroe dall'obiettivo, in un film.
Basta quella lettera D stampata sul blocco a dare quel senso di progresso, di avanzamento.
Anche il fatto di uscire a vedere l'esterno da punti di osservazione ben precisi, dai quali si vedono solo certe parti della piattaforma, ha un grande effetto.


gparker ha detto...

si ho capito perfettamente quello che intendi. Quello però è un altro tipo di cinema, è Christopher Nolan o Roman Polanski, quelli che ti rendono consapevole di un meccanismo più grande, facendoti vedere anche in prospettiva dove si andrà a finire, com'è il percorso della storia visto dall'alto.
Questo invece è un film claustrofobico, attaccato ai volti nel quale non devi sapere quanto manca all'arrivo perchè l'idea è che nonostante lo spazio sia poco sembra infinito, e lo sembra perchè non hai percezinoe di quanto manchi.


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