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25.5.12

She Died

Nato, conosciuto e sviluppatosi fino a diventare il più grande festival di cinema per ragazzi, Giffoni l'anno scorso ha deciso di scommettere su una webserie. All'interno di uno dei campus didattici per ragazzi è partito infatti il progetto She Died, webserie diretta e scritta da Luca Apolito e Manlio Castagna (responsabile creativo e vicedirettore artistico del festival), sponsorizzata dall'illustre partecipazione delle vlogstar di Freaks (protagonisti di cammeo grossi ma non sempre ben inseriti nella trama) e pensata per essere mostrata anche in un'unica soluzione, ovvero tutti e dieci gli episodi in fila come fosse un film unico, nell'edizione dell'anno dopo, a luglio 2012. Per il momento però la webserie comincia la sua prima visione online a tronconi di poco più di 10 minuti.

She Died arriva in rete dunque dopo una lunghissima campagna "d'avvicinamento" partita dallo scorso Festival di Giffoni (luglio 2011), una campagna ben costruita e divisa tra stampa più o meno tradizionale e social media, fatta quindi di articoli online e non, hype su Twitter, teaser trailer, notizie, aggiornamenti sulla lavorazione ecc. Tutto all'insegna della promessa di qualità: "Vogliamo rappresentare la qualità. Non vogliamo fare la solita web-serie di grande impatto comico o trash, cerchiamo di fare piuttosto un bel lavoro pensato come un film" è solo una delle molte dichiarazioni sul genere presa da un'intervista su Bonsai tv.
Dietro questa campagna quindi non c'è solo la creazione di una grande aspettativa (che proprio in quanto "grande" rischia facilmente di deludere) ma anche un'implicita valutazione sull'universo delle webserie, almeno per come si configura oggi in Italia, e soprattutto l'idea che la qualità tecnica sia la parte determinante di un prodotto del genere. In realtà, per quel che è dato vedere in Italia, così come all'estero, non è la perfezione tecnica e stilistica a determinare i prodotti più interessanti, che anzi spesso sono realizzati in maniera molto naive ma con idee, spunti e una forza selvaggia che li distanzia dagli omologhi di cinema e tv, molto più pigri da questo punto di vista, dandogli una vitalità e una forza dirompente che nei casi migliori ne costituiscono il vero fascino.

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