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24.11.12

Paranormal activity 4 (id., 2012)
di Henry Joost e Ariel Schulman

PUBBLICATO SU 
La serie Paranormal Activity avanza.
Il regista del primo film e ideatore di quello che è diventato un format, un sottogenere a sè, da 3 film non si occupa più della regia ma è supervisiona tutto come produttore di una serie horror fondata sull'esplorazione del nero e la riproduzione tecnica dell'orrore.
Se i giapponesi ad inizio decennio hanno cominciato ad esplorare il terrore mediato dalle tecnologie, cioè un nuovo modo di mostrare e instillare paure appoggiandosi alle nuove abitudini di vita delle persone, con Paranormal Activity, dopo anni di remake di titoli orientali, l'America ha cominciato a riflettere in autonomia su limiti e angoli di terrore degli strumenti di tutti i giorni.

Come tutti i film della serie anche questo quarto è mostrato attraverso immagini di repertorio, teoricamente girate dai protagonisti per scoprire cosa stia accadendo nelle loro case. In più ci sono i media recentissimi, oltre alle solite videocamere la maggior parte di immagini sono infatti girate con webcam durante conversazioni skype o con cellulari e c'è anche un'idea che coinvolge il sensore a raggi infrarossi Kinect della Xbox360. Nel quarto episodio Henry Joost e Ariel Schulman (già registi del precedente) espandono i confini della trama (con un finale davvero inaspettato) e della messa in scena pur rimanendo nei confini del sottogenere finto-reportage.

Perchè se rispetto all'inizio la serie è andata in crescendo con le banalità horror, cioè con più botti a sorpresa, lievitazioni e clichè, è anche vero che non ha perso lo spirito fondamentale, cioè la ricerca del paranormale attraverso l'indagine delle immagini digitali. Piccoli movimenti, lunghissime scene statiche su stanze buie in cui non accade nulla (ma potrebbe da un momento all'altro) e dubbie prove della presenza di attività paranormali sono lo scheletro di questa serie e portano oltre il normale la tendenza di indagine analitica delle immagini di questi anni (indagine contro i fake, indagine contro le bufale o per dimostrare tesi) creando, anche al quarto film, ancora un'atmosfera di vera paura.
Sempre meno tavolette ouija e sempre più raggi infrarossi per dimostrare la presenza dell'ultraterreno.

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...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.