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14.9.13

Il potere dei soldi (Paranoia, 2013)
di Robert Luketic

PUBBLICATO SU 
C'è una mitologia precisa intorno ai grandi inganni aziendali, recentemente riportata in auge da Slevin - Patto Criminale, e Il potere dei soldi vuole rifarsi ad essa non disdegnando uno sguardo proprio a Slevin, certo dopo averlo asciugato della sua ironia e averci iniettato pesanti dosi di pretenziosità.
Il protagonista ha una startup e va a proporre la sua applicazione ad un pezzo grosso di una gigantesca compagnia. Fallisce, scappa con la carta di credito aziendale, viene beccato e costretto a fare l'infiltrato nella società rivale, iniziando un clamoroso gioco al gatto col topo, perchè nella società rivale c'è un altro grande magnate e i due si accusano a vicenda di rubarsi le idee.

Un po' di ironia non gli avrebbe fatto male a Il potere dei soldi, avrebbe reso plausibile il profluvio di esagerazioni legate alla tecnologia che si vedono, hacker che sembrano maghi, dispositivi tutti interconnessi tra di loro, penetrazioni in sistemi protetti che si fanno con un tasto...
Il punto è che il film di Luketic (quello di 21) vorrebbe essere un'opera sia sul controllo che le tecnologie consentono, sia sulla scelta di un ragazzo, sul momento in cui deve capire che il mondo in cui desidera entrare non ha i valori che il padre (Dreyfuss) gli ha impartito. Da questo scontro nasce il conflitto principale del film.

Non c'è insomma quella lenta costruzione della tensione o il delicato passaggio da un universo di valori all'altro. Non c'è lo scontro tra due dimensioni importanti come (per dire) in Wall street ma una contrapposizione molto semplice condotta su direttrici basilari e principi elementari che non riesce mai a coinvolgere e anzi continuamente spinge lo spettatore fuori dal piccolo universo che vuole creare con le sue implausibilità tecnologiche e la sua paranoia del controllo.
Alla fine si fa più il tifo per Harrison Ford e i suoi capelli rasati o per il tono british di Gary Oldman che per il protagonista, risultando in una costante frustrazione delle proprie aspettative per il film.

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