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24.9.13

Universitari: molto più che amici (2013)
di Federico Moccia

PUBBLICATO SU 
Fin dal suo esordio al cinema come sceneggiatore del suo stesso Tre metri sopra il cielo, Federico Moccia è stato eletto a punto di riferimento del brutto, del povero e dell'imbarbarito nel cinema italiano, andando a rappresentare il compagno perfetto per l'altro comune punto di riferimento generico verso il basso: i cinepanettoni. Il primo caratterizzato da una bruttezza che è sinonimo di semplicità per ragazzine, il secondo sinonimo di volgarità per ignoranti.
In realtà chi nel cinema ci lavora (sia chi lo fa che chi lo guarda tutto) sa che esiste molto di peggio, film più volgari, più ignoranti, più stupidi, pretenziosi, odiosi, noiosi e inutili di questi. Opere che per fortuna non vengono viste quanto queste e dunque non diventano mai punto di riferimento per nessuno ma giustamente dimenticate con tempestività.
In realtà dunque Moccia non è certo il peggio. Tre metri sopra il cielo fu un film diretto benissimo da quello che poi si è dimostrato uno dei più equilibrati mestieranti della commedia italiana contemporanea (Luca Lucini) con una storia adolescenziale perfetta che nulla invidia alle precedenti incarnazioni del genere (Sposerò Simon LeBon, Jack Frusciante è uscito dal gruppo), ma lo stesso è servito a molti per posizionare se stessi. Odiarlo a prescindere (rigorosamente senza vederlo) per definirsi tenutario di una cultura "superiore".
Di certo negli anni il passaggio alla regia non ha giovato ai film di Moccia, non solo scritti senza la precisione adolescenziale del primo ma diretti senza nemmeno un briciolo del rigore e dell'abilità di Lucini, dimostrando semplicemente di non essere all'altezza del ruolo nè di impegnarsi per arrivarci.
Questa premessa per specificare che chi scrive, pur non essendo un amante del cinema di Moccia, ne ha stimato degli esempi e non lo guarda con acrimonia o odio precostituito.

Universitari, lo si capisce immediatamente, è un tentativo di intercettare il target d'elezione di Tre metri sopra il cielo (oggi arrivato all'età da università) che dimentica qualsiasi struttura fissa del passato per darsi alla commedia corale spensierata con l'usuale commistione di tradizionale e moderno: personaggi che ostentano modernità (con quel che dicono e come lo dicono, con gli oggetti che usano e come li usano) presi in storie che potrebbero essere state l'ossatura di un film di Totò.
Universitari però è anche uno dei peggiori film della stagione in assoluto, sciatto, piatto e privo di qualsiasi caratteristica filmica, privo di complessità e anche solo di una coerenza interna. Tutto nella storia dei 5 amici/coinquilini fa acqua, tutto sembra girato su un set televisivo, tutto sembra scritto senza la minima cognizione di come funzionino i meccanismi del racconto al cinema (là dove Tre metri sopra il cielo invece sguazzava, nella riproposizione perfetta di dinamiche narrative eterne).
Mai cattiva recitazione, pessima scrittura, cattiva regia, cattivo montaggio e terribili scelte di location si erano concentrate tanto nei film di Moccia, mai il regista figlio di Pipolo era stato così all'altezza dell'infamante qualifica di punto di riferimento verso il basso che l'alterigia di chi si crede migliore, sempre e comunque, gli ha conferito.

Intollerabile dall'inizio alla fine e comunque condito da momenti di stupidità ai limiti del surreale, Universitari appare come il grado zero del cinema. Che poi nel film il protagonista sia uno studente del centro sperimentale e che, sempre nella storia, presenti il suo lavoro di fine anno (un film nel film) messo in scena con molte caratteristiche di Universitari per essere lodato dalla vecchia guardia del cinema, dai baroni, nonostante non sia un film "con gli immigarti" come hanno fatto i suoi compagni è veramente una pretesa di autolegittimazione culturale che meriterebbe solo disprezzo ma scatena unicamente pietà.

2 commenti:

carlito ha detto...

LOL
mi è venuto voglia di vederlo!


Gabriele Niola ha detto...

effetti collaterali delle stroncature


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