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14.12.15

Vacanze Ai Caraibi (2015)
di Neri Parenti

Vacanze ai Caraibi finisce con la rottura della quarta parete, con i personaggi interpretati da Christian De Sica e Massimo Ghini che si fermano per un momento e chiedono direttamente al regista, Neri Parenti, se non stiano esagerando con una certa battuta e per tutta risposta la correggono con una peggiore, ancora più greve. È un momento recitato e non reale che chiude il film come un’aggiunta, come fosse un errore infilato prima dei titoli di coda per ridere. Invece, nonostante ci sia una battuta, non è un errore comico ma un momento scritto, vero e duro, uno che esprime meglio di tutto il film che cosa sia Vacanze ai Caraibi: un atto di riappropriazione di un certo tipo di comicità da parte di un team che l’ha resa famosa e difesa per decenni contro diversi attacchi (ma anche benedetto da un ampio consenso popolare).

Vacanze ai Caraibi rimette insieme la vecchia squadra che dal 2000 circa di anno in anno faceva segnare l’incasso più alto della stagione: Neri Parenti alla regia, Christian De Sica e Massimo Ghini a recitare, Brizzi e Martani a scrivere. Manca solo Boldi che ormai pare aver definitivamente scelto la carriera solista. Soprattutto questo nuovo vecchio film di Natale torna ad una versione più dura e rigorosa di quel tipo di comicità cattiva che si oppone ai propri personaggi. Più che mai quindi, al netto della consueta fattura rapida e senza cura, della totale insipienza narrativa e sciatteria visiva, sembra che il cinepanettone sia qui per affermare qualcosa. In crisi di risultati e visibilità da diverso tempo e costretto a spostarsi di produzione (non più Filmauro ma Wildside) per sopravvivere, ora vuole gridare con forza la propria appartenenza, non scusarsi per nulla nè attenuare volgarità e bassezze ma essere fieramente scorretto. Per la prima volta il cinepanettone suona come una nicchia che vuole essere diversa da tutto il resto, meno quieta. Che è paradossale per un tipo di film solitamente campione d’incassi.

È evidente che quest’idea (più teorica che pratica) di scorrettezza e cattiveria non può che essere sponsorizzabile e, specie nel segmento De Sica-Ghini, trova effettivamente un ritorno delle antiche meschinità e gag sessuali ma anche ad un certo dinamismo con il primo intento a truffare tutto e tutti in un perpetuo intreccio che sembra potersi non sciogliere mai. I protagonisti subiscono senza sosta continue punizioni che non fanno che metterne in mostra i lati peggiori, in un rilancio esasperato che ne massacra qualsiasi positività. Cattivi, cinici, avidi e pronti a tutto, anche a truffare la figlia per denaro, i due falsi ricchi passeranno indenni attraverso doppi sensi e penetrazioni d’ogni tipo per trionfare immeritatamente.

Non ci sono dubbi che l’idea comica è sempre più ridicola (se mai non lo sia stata) oltre che mal eseguita con una teatralità sempre più pronunciata e fuori luogo e che come il film esce dal seminato del cinismo (le parti di Argentero e Ilaria Spada o quella scritta malissimo di Dario Bandiera) entra nella noia. Eppure in questa rivendicazione di un atteggiamento volgare e sprezzante, di questa cattiveria contro i personaggi che non si cura della morale, che non vuole farsi ammaestrare nè intende moderare il linguaggio o i riferimenti sessuali c’è qualcosa di liberatorio, non nella fattura ma nella proposta. Sarebbe falso non riconoscerlo per quanto rimanga intollerabile la maniera in cui tutto è messo in scena, senza nessuna decenza per il grado minimo di sofisticazione e sospensione dell’incredulità.

2 commenti:

genna ha detto...

Attendo ogni hanno le tue recensioni dei cinepanettoni e rimango sempre stupito di come tu, molto intelligentemente, riesca ad andare oltre all'ormai scontata valutazione dell'infimo livello tecnico e narrativo di questi prodotti andando invece alla ricerca di quello che sta dientro a proposte di questo tipo, sia a livello "artistico", sociologico o di economia del mercato cinematografico.
Chapeau anche questa volta.


Gabriele Niola ha detto...

È l'unica cosa che rimane da fare quando hai dormito per tutto il film :)


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