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4.2.16

La quinta onda (The 5th wave, 2016)
di J Blakeson

Ogni volta che arriva sullo schermo una nuova riproposizione dei classici generi maschili (fantascienza, horror, azione…) rivisti con una protagonista femminile, è impossibile non rivalutare ancora di più (se possibile) l’impatto e la forza di Hunger Games, anche più del precedente Twilight.

La quinta onda, come si conviene al genere, viene da una serie di romanzi e mette una ragazza in una di quelle situazioni in cui fino a una decina di anni fa si trovavano solo i ragazzi. Gli alieni sono arrivati sulla Terra e stanno facendo in modo di eliminare gli umani, sporcandosi il meno possibile le mani. Stremati e costretti a vivere nei boschi gli umani sembra si stiano organizzando in fretta. L’esercito ha deciso infatti di arruolare tutti i ragazzi.
L’adolescente Cassie ha dovuto abbandonare la scuola e tutti i suoi amici o interessi sentimentali per rifugiarsi con il padre e il fratello nei boschi. Quando quest’ultimo viene però prevelato dall’esercito per l’addestramento a Cassie toccherà sopravvivere da sola vagando alla ricerca di un modo per rincongiungersi con lui.

L’avventura di Cassie rifiuta il tema spesso sbandierato dai film del genere dell’unicità, lei non è né una predestinata, né una pedina fondamentale, né “unica” in alcuna maniera, anzi è una tra molte che solo una casualità vuole esterna ai giochi militari (non è salita in tempo sul bus) e quindi in grado di capire e vedere più cose rispetto ai suoi coetanei. Ciò in cui invece il film non è per nulla originale e sceglie di piegarsi al clichè più trito del proprio genere è la parte sentimentale. Anche in La quinta onda gli interessi sentimentali sono due, e rispecchiano due diverse anime della protagonista. Il mondo nuovo (un ragazzo atletico incontrato nei boschi) e quello da cui viene (la sicurezza, un ragazzo più sveglio che conosceva già al liceo).

Appoggiato su tutti gli standard più rodati e oliati il film di J Blakeson scorre senza problemi ma non riesce mai a incidere una tacca nella memoria dello spettatore. Sostanzialmente privo di mordente e di componenti realmente uniche (né nella storia né tantomeno dal punto di vista visivo), passa davanti agli occhi senza alcuna personalità. Non riesce nemmeno a trovare il gusto di Alba Rossa per gli adolescenti in guerra per la difesa del proprio pianeta.
Complice una sostanziale assenza, almeno in questo primo film tratto dal primo di tre libri, della visione della forma degli alieni, complice delle parti di azione abbastanza stanche e una trama sentimentale solo abbozzata, La 5a onda sembra una bozza, un film finito in tutto il suo arco narrativo ma tracciato solo come schizzo, come se mancassero i colori.

2 commenti:

Esponja88 ha detto...

Va bene tutto... però l'horror non è un genere maschile!


Gabriele Niola ha detto...

Questo è un dibattito potenzialmente infinito


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