Il vero protagonista di Creed II non è Adonis Creed né Rocky Balboa, il vero protagonista è quello che apre questo film che sembra non aver capito fino in fondo che è lui il personaggio più importante: è la famiglia Drago, Ivan e Viktor.
Li vediamo all’inizio in uno stabile derelitto della periferia operaia di Kiev lavorare di giorno in un cantiere al gelo, poi allenamenti massacranti per poter massacrare altra gente sul ring. È evidente che a Ivan non è mai stata perdonata la sconfitta nella notte di Natale del 1985 davanti al partito e ad un pubblico addirittura convertito al pugile americano. Padre solitario e duro, oggi sveglia il figlio con un cazzotto dolce in pieno petto (il quale è così grosso che probabilmente non sentirebbe nessun altro gesto), e la cosa dice tutto. In una mossa un mondo. A scrivere stavolta c’è Sylvester Stallone.
A differenza di Creed infatti per il sequel alla sceneggiatura (e come sempre alla produzione) c’è il Rocky originale, stavolta la storia del figlio di Apollo che incontra il figlio dell’uomo che l’ha ucciso è una parabola di sconfitte e rinascite, nel segno sia di Rocky IV (gli allenamenti in luoghi climaticamente avversi, la doppia trasferta in America e in Russia…) che di Rocky III (la sconfitta come momento cardinale per capire chi si è).
Eppure è evidente che la parabola dei Drago sia quella cruciale sebbene il film gli dedichi sì e no 10 minuti in totale, sparpagliati per tutto il film. Sono loro due i “Rocky” di questo film, cioè gli sconfitti con una grande occasione, i derelitti che hanno una chance per cambiare la loro vita (e il loro rapporto) con lo sport.
Dall’altra parte Adonis Creed e l’impalpabile Michael B. Jordan che non riesce a dargli alcuna intensità o credibilità sono un centro inutile che si agita appresso ad un dramma che non sentiamo mai davvero. Lui, la sua vita, le sue scelte, la pesante eredità del padre e tutto quel che ne discende sono esplorati in una parte centrale che appesantisce il film, da che l’inizio e la fine invece corrono benissimo, diretti molto meglio che nel primo (Ryan Coogler tutto è tranne che un regista d’azione o movimento mentre Steven Caple Jr. fa un gran lavoro da mestierante).
E anche nella chiusa, che non anticipiamo, la parte più giustamente commovente sarà scaturita dai Drago, unico centro realmente stalloniano del film.
Con le consuete assurdità della saga (stavolta è una specie esilio desertico per pugili che devono riprendersi) Creed II regala ottime sequenze di boxe e lo fa fin da subito, fin dal primo incontro di Adonis. Rapide, montate senza esagerare con i tagli, molto chiare e tecniche. Peccato che non veicolino nessuna narrazione, che non ci sia nessun racconto interno agli incontri ma che questo rimanga sempre fuori da essi, al margine. E anche la sottotrama di Rocky che assiste Adonis, che si chiede se sia giusto accompagnarlo in un’impresa che pare suicida rivivendo il dramma di Apollo, non ha l’intensità che il suo ingresso in scena (fantastico!) prometterebbe.
“Sono un pezzo del passato che cerca di essere il presente” dice Rocky di sé ed è tutto. Non è solo la descrizione del punto di arrivo di un personaggio e di una saga intera ma è anche la perfetta descrizione della carriera di Stallone il quale, senza nascondere il suo appartenere ad un’altra era del cinema d’azione, non si arrende e cerca di rimanere rilevante nello scenario contemporaneo.
Post più popolari
-
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri (id., 2017)
di Martin McDonaghCONCORSO MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA C’è stato un fatto efferato, una ragazza è stata bruciata e violentata, ma a quanto pare non si... -
" Lo so. L' azione non è + quella degli anni 90. Non c' è + quello spirito. E' tutto accentuato, sembra un manifesto pubbli...
-
Il network di P2P eDonkey non ha chiuso, ha proprio venduto tutto . Ha proposto la propria resa incondizionata alla RIAA, l'associazione...
-
Ci lamentiamo sempre delle distribuzioni ma quando è arrivata notizia di un Final Cut di Blade Runner destinato ai DVD ad alta definizione ...
-
Serie B un cazzo. Si era detto tutto il peggio possibile di questo film e invece Tarantino tradisce quasi totalmente il patto con Rodriguez...
-
Top Score Del Mese: Twister
a cura di CompattoNel 1994 il mondo conosce il talento del compositore Mark Mancina grazie al film Speed, diretto da Jan De Bont. I due si riuniscono due anni... -
10 anni fa aprivo questo blog e cambiavo la mia vita. Un post autoreferenzialeArrivato al decimo anno io questo blog lo volevo chiudere, come molti altri hanno fatto prima di me del resto. Fare un cerchio completo, ...
-
Sono al Cineshow di Torino, in una conferenza su "Internet: nuova risorsa per il cinema o spostamento di risorse esistenti", c...
-
Invitati a Roma per la manifestazione Viaggio nel cinema americano promossa dall'auditorium, i Coen sono venuti con Frances McDormand ...
-
GIFFONI FILM FESTIVAL CONCORSO (+16) Uccidono, urlano, marciano, conquistano e violentano. Hanno tra gli 8 e i 17 anni, sono i ragazzi solda...
Archivio
Template modificato con il sudore della fronte da Gabriele Niola.







Nessun commento:
Posta un commento