Alan Parker ce l'ha messa tutta, pure troppo. Ha costruito atmosfere, dark e infernali da subito, ha preso decisioni nette e autoriali. Da subito fa capire che De Niro è il diavolo e lo sottolinea facendo anche vedere come si scrive il nome (Louis Cypher), da subito fa intuire come finirà il film e da subito trascina il protagonista verso l'inferno e questo non fa che aumentare l'idea di un destino segnato e di un ineluttabile finale. Buono. Cura ogni inquadratura con perizia e gusto, i colori sempre coerenti, le luci sempre fioche e di taglio e la scenografia densa di particolari inquietanti. Bello. Cesella le psicologie di ogni personaggio con dovizia di particolari e istruisce per bene ogni attore (De Niro è divinamente misuratissimo e Mickey Rourke addirittura recita!). Bravo. Struttura la trama perchè i riferimenti e l'atmosfera sia dichiaratamente noir (per non nascondersi dietro ad un dito) ma senza sgravare nello spoiling del genere. E non era facile. Prepara ogni colpo di scena meticolosamente e non si fa mancare mai nulla (sangue, spari, suspense, morte e amore). E c'è anche Denise Robinson!
Eppure Angel Heart è un film moscio, non mi convince. Tutto quest'impegno e il risultato mi sembra solo un lavoro di calligrafia. Non c'è emozione, non c'è mordente. Nemmeno alla fine quando Mickey Rourke si rende conto del suo destino segnato, si rende conto di essere nelle mani del diavolo, si rende conto di aver ucciso tutta quella gente e aver fornicato con sua figlia, nemmeno in quel momento mi sono emozionato.
Paradossalmente la cosa più riuscita di tutto il film è la splendida (ed è proprio splendida!) idea dei titoli di coda intervallati dall'ascensore che scende, quello sì che mi ha emozionato davvero! Saranno quelle luci di taglio, sarà che è una scena caricata da tutto il film o sarà il rumore anempatico dell'ascensore, fatto sta che è l'unico momento in cui ci si rende conto davvero del dramma del protagonista.
Però devo ammettere Angel Heart riesce a creare delle atmosfere noir retro pur in modo moderno, cosa che avevo visto fare in una certa maniera solo a Chinatown.
Eppure Angel Heart è un film moscio, non mi convince. Tutto quest'impegno e il risultato mi sembra solo un lavoro di calligrafia. Non c'è emozione, non c'è mordente. Nemmeno alla fine quando Mickey Rourke si rende conto del suo destino segnato, si rende conto di essere nelle mani del diavolo, si rende conto di aver ucciso tutta quella gente e aver fornicato con sua figlia, nemmeno in quel momento mi sono emozionato.
Paradossalmente la cosa più riuscita di tutto il film è la splendida (ed è proprio splendida!) idea dei titoli di coda intervallati dall'ascensore che scende, quello sì che mi ha emozionato davvero! Saranno quelle luci di taglio, sarà che è una scena caricata da tutto il film o sarà il rumore anempatico dell'ascensore, fatto sta che è l'unico momento in cui ci si rende conto davvero del dramma del protagonista.
Però devo ammettere Angel Heart riesce a creare delle atmosfere noir retro pur in modo moderno, cosa che avevo visto fare in una certa maniera solo a Chinatown.
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