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3.8.05

I Ragazzi Della 56° Strada (The Outsiders, 1983)
di Francis Ford Coppola

Assieme a Rusty il selvaggio (d'ora in poi Rumble Fish perchè il titolo italiano è indegno), girato immediatamente dopo sul medesimo set, i Ragazzi della 56° strada (d'ora in poi The Outsiders perchè il titolo italiano è indegno) costituisce un dittico. I due film sono uniti da parte della crew (Matt Dillon, il direttore della fotografia Stephen H. Burum e l'ispirazione dai romanzi di S.E. Hinton) e soprattutto dalla tematica, sia a livello contenutistico (la vita delle bande nei sobborghi negli anni '50) che a livello estetico (omaggio e citazione delle radici del cinema americano). Mentre Rumble Fish omaggiava smaccatamente il cinema wellesiano con le sue prospettive oblique e le lenti deformanti, per The Outsiders si potrebbero citare migliaia di fonti d'ispirazione, dai colori fiammeggianti di Nicholas Ray (palesemente somiglianti a Gioventù Bruciata e Johnny Guitar), alle inquadrature d'ampio respiro di Victor Fleming, a quelle in ambienti stretti prese dritte dritte da Raoul Walsh, ai primi piani espressivi identici a quelli usati da Douglas Sirk. Tipico di Sirk è inoltre l'incedere della trama e la modalità di delineare i personaggi, del resto The Outsiders è un melodrammissimo che nell'impostazione guarda a Lo Specchio Della Vita in più di un'occasione.
La differenza marcata con Rumble Fish è tutta nel taglio dei personaggi, in The Outsiders ci sono cesure nette e personaggi che sembrano solo negativi in un momento per poi rivelarsi positivi, mentre in Rumble Fish i personaggi hanno veramente più d'una faccia (tranne il dolcissimo Matt Dillon).
Alla fine The Outsiders risulta inevitabilmente un po' anacronistico, un film moderno girato in tutto e per tutto come se fosse stato realizzato negli anni '50 (un'operazione tentata più volte da Coppola con maggiore e minore coerenza come nel caso del più riuscito Dracula di Bram Stoker), rifiutando il più possibile soluzioni di regia moderne, mentre Rumble Fish pur essendo meno coerente nell'operazione citazionista di Welles è sicuramente più riuscito e traghetta con molto più successo quel tipo di sensibilità in un film moderno. E poi gode di una trama e di personaggi più interessanti. E non è poco.

Se poi penso a quelli che dicono che Tarantino ha inventato un nuovo modo di fare cinema dato dall'aggregarsi di citazioni.........









Rumble Fish
The Outsiders
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