21.8.06

Public Access (id., 1993)
di Bryan Singer

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Il primo film di Bryan Singer è una banalissima incursione (tipica per gli anni '90) sul potere manipolatorio della televisione, sulla sua pervasività e sulla volontà di autorappresentazione degli spettatori.
La figura di Whiley Preacher, questo simil-Messia mediatico che arriva nel placida cittadina di Brewster per proporsi come risolutore dei suoi mali salvo poi rivelarsi un bieco aguzzino, non è nemmeno granchè. Nonostante infatti l'evidente lavoro sulla personalità non riesce a colpire e rimane semplicemente un espediente narrativo.
I colori e la fotografia sono anni '90 che di più non si poteva e l'abilità narrativa di Singer si scorge solamente tra le pieghe di un racconto che molto si propone e poco raccoglie. A tratti addirittura sembra non sappia bene dove dirigere le sue attenzioni...
Velleità polemiche da 4 soldi e un risultato francamente dimenticabile.

3 commenti:

dario ha detto...

Hai mica visto l'Allievo?

gparker ha detto...

Si ma non mi era piaciuto molto...

dario ha detto...

Che buffa sta cosa. A me L'allievo è piaciuto ma non trovo mai nessuno a cui sia piaciuto. Avrò dei problemi.