23.8.06

Zeder (1983)
di Pupi Avati

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Incuriosito dalle voci che girano sugli horror padani di Avati approffitto di un passaggio televisivo per dissipare ogni dubbio. E faccio bene.
Zeder (anche se andrebbe visto il pare più riuscito La Casa Dalle Finestre Che Ridono) è una scialbissima copia anni '80 degli horror argentiani che già a loro volta mischiavano elementi di Mario Bava ad altri hitchcockiani. Ma almeno Argento in alcuni casi riusciva ad attuare un mix ragionato ed intelligente, mettendoci del proprio e dirigendo con cognizione di causa e con un'idea precisa ed efficace di cinema.
Avati invece applica i dettami hitchcockiani (come il classico uomo comune al centro di un intrigo più grande di lui) senza cognizione di causa, come dogmi indiscutibili, non li adatta al proprio stile ed alle proprie esigenze ma ne fa un principio indiscutibile attorno al quale costruire tutto.
Anche i topoi dell'horror all'italiana, come i personaggi assolutamente comprimari (quelli da una massimo due scene) fortemente caratterizzati con il fine di creare una determinata atmosfera, sono applicati in maniera fredda e programmatica.
Il risultato è un film banale, per nulla spaventoso, noioso, mal narrato e altamente prevedibile.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

MA CHE FILM HAI VISTO?
CE NE FOSSERO DI FILM COSI'
FATTI UN GIRO DALLE PARTI IN CUI E' STATO GIRATO POI RIVEDILO E MI DICI...