2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

17.5.07

Il Ladro di Bagdad (The Thief Of Bagdad, 1924)
di Raoul Walsh

La caratteristica principale di Raoul Walsh è la capacità incredibile di saper raccontre una storia nascondendosi quanto più è possibile, sapere mostrare fatti e personaggi a partire da un forte intreccio tenendo sempre all’invisibilità del regista. Secco e asciutto come pochi il suo cinema è tra i migliori possibili per come riesce a far passare tutto senza rendere nulla esplicito.
Stranamente in Il Ladro di Bagdad non c’è nulla di tutto ciò.
La narrazione non procede in maniera particolarmente spedita o liscia e la messa in scena è fortemente marcata, piena di trucchi e trucchetti di regia. Eppure è proprio questa la forza del film che per tutta la prima parte punta molto sulla plasticità e il carisma di Douglas Fairbanks, l’insuperabile interprete dei migliori film d’azione dell’epoca (principalmente di cappa e spada), mentre nella seconda parte decolla verso vette altissime grazie ad una messa in scena fantasiosa e colma di invenzioni in grado di mostrare le mille magie e i mondi fantastici della storia (che poi è una variazione sul tema della trama della lampada di Aladino).
E’ proprio la messa in scena la cosa più interessante, innanzitutto perchè per la Bagdad ricostruita in interni Walsh rinuncia ad ogni realismo, applicando a tratti le lezioni dell’espressionismo (ma sono proprio dettagli) e poi perchè riesce a sfruttare ogni espediente cinefilmico per stupire lo spettatore (una sorta di fantasmagoria sullo stile di Meliés).
Bagdad è ricostruita in maniera molto kitsch, con fondali dipinti, mura e pietre di cartapesta e alcune volute ingenuità. Allo stesso modo i mostri che il ladro deve affrontare per recuperare il suo dono alla principessa sono giganteschi pupazzoni che solo il clima creato durante il film rende plausibili, al pari del cavallo alato (un cavallo normale con due brutte ali di cartapesta). Ma è tutto perfetto una volta inserito nelle dinamiche cinematografiche, tanto che all’epoca il film impressionò per ciò che era riuscito a mostrare (anche se sarebbe più opportuno dire riuscito a suggerire).
Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.