8.5.07

Le Colline Hanno Gli Occhi (Hills Have Eyes, 2006)
di Alexandre Aja

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Purtroppo, e lo dico subito, non sono riuscito a rimediare in tempo utile l'originale di Wes Craven del 1977 (girano voci che sia migliore questo moderno), tuttavia sono rimasto lo stesso piacevolmente impressionato da Alexandre Aja, che pure se secondo alcuni appartiene alla cricca dell'orrido Eli Roth, a me ha fatto tutt'altra impressione.
Certo non brilla per originalità Le Colline Hanno Gli Occhi, però il solido impianto (merito di Craven) è raccontato bene, con il giusto dinamismo, le opportune pause narrative e le giuste suddivisioni dei ruoli tra i personaggi. E la metafora politica (che a tutti quanti piace tantissimo rimarcare ed esaltare) è abbastanza evidente pur non essendo invadente (leggi: "potete tranquillamente decidere di fregarvene").
Pur rispondendo ai canoni classici del film dell'orrore Le Colline Hanno Gli Occhi riesce nella difficile impresa di dare uno sguardo umano e pietoso a quelle medesime creature che per tutto il film si vorrebbe vedere morte, riesce a caricarle di significati e dimensioni plurime, non limitando tutto il racconto a due fazioni contrapposte, ma trasformandolo nel necessario ed inevitabile scontro di due scopi di vita differenti.

Non riesco mai a sganciare gli attori delle serie televisive dai personaggi che interpretano, dunque vedere l'australiana con bambino di Lost, sempre persa con bambino a carico, ma questa volta in mezzo al deserto, mi ha provocato gravi scombussolamenti.
E comunque ormai tutti i pacifisti occhialuti che sbottano in esplosioni di violenza incredibilmente razionale mi ricordano sempre Cane Di Paglia.

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