2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

22.7.07

I Grandi Magazzini (1939)
di Mario Camerini

Grandissimo successo commerciale dell'epoca I Grandi Magazzini ha rappresentato un ideale nel quale identificarsi per moltissimi spettatori, la storia in forma di commedia di amori, soprusi e giustizia finale conquistò il paese.
Scevro da qualsiasi allusione politica o condanna morale il film si fa portatore della classica visione dell'Italia come di un paese moderno e giusto, dove l'amore e i sani valori familiari trionfano non senza l'aiuto di un po' di scaltrezza individuale. La medesima visione di mondo che contemporaneamente proponeva hollywood, il mito dell'individualismo incastonato in una società che consente a chiunque lo voglia e ne sia capace di realizzare i propri sogni. Propaganda di regime sottilissima e rassicurante.
Ma al di là di tutto questo come sempre Camerini propone una visione di cinema modernissima e sperimentatrice, personale e piena di idee, dove le inquadrature non sono mai scontate e dove si fa un uso fisso delle carrellate.
Il grande magazzino è ripreso da mille diverse angolature per esaltarne la grandezza e l'architettura (impagabile la ripresa iniziale), bellissime le riprese particolarmente ravvicinate come quelle iniziali nell'ascensore o quelle in macchina o ancora quella della colluttazione finale.
In alcuni momenti sembra di assistere ad un film americano tanto è precisa la messa in scena di Camerini, in altri invece (come la sequenza muta del pensiero di suicidio) le soluzioni visive comunicano da sole senza bisogno di parole ricordando il miglior cinema europeo. Tutto però fatto con uno stile fortemente italiano (dell'epoca).

Solo vedendo questo cinema (di cui comunque i film di Camerini fin'ora sono gli unici veramente interessanti) si può capire a fondo la profonda rivoluzione portata dalla commedia all'italiana degli anni '50 (rivoluzione della quale portiamo ancora i segni perchè non abbiamo poi saputo andare oltre), quanto e come quei registi (e Monicelli in particolare) abbiano saputo staccarsi da un modo di fare cinema diametralmente opposto, fatto di una forte presenza della regia e di sceneggiature lontane da ogni campanilismo, da ogni regionalismo e da qualsiasi visione critica dell'italianità.
E poi mi è sempre sembrato altamente significativo che la grande star di questo cinema fosse proprio Vittorio De Sica, il ponte ideale di quei due mondi pre e post guerra. Un uomo che ha messo la sua firma in maniera decisiva sul cinema dei telefoni bianchi, sul cinema della liberazione, sulla commedia all'italiana, sul neorealismo rosa e infine anche sul cinema degli anni '70.
Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.