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7.7.07

¡Que Viva Mexico! (¡Que Viva Mexico! - Da zdravstvuyet Meksika!, 1979)
di Sergei M. Eizenstein

Anni dopo la morte di Eisenstein, Grigori Aleksandrov (lo sceneggiatore di Sciopero! e Ottobre e montatore di La Corazzata Potemkin) uomo di fiducia del regista russo, recupera il materiale che lui Esienstein ed Esfir Tobak (altro uomo di fiducia) erano andati a girare in Messico per un film/documentario prodotto dai grandi studios che volevano accaparrarsi i lavori del maestro dopo il grande successo di La Corazzata Potemkin.
La scarsità di fondi e le idee irremovibili e molto lontane dagli ideali hollywoodiani di Eisenstein interrupperò il progetto privando il regista del girato, recuperato per l'appunto solo a fine anni '70 da Aleksandrov, unico del trio ancora in vita all'epoca.
Aleksandrov sostiene di aver dunque montato il materiale come aveva in mente di fare Eisenstein e secondo le cose che avevano concordato anche se poi c'è un'orrenda sonorizzazione e una musica terribilmente moderne.
Innanzitutto sembra difficile che, pur con l'aiuto di eventuali appunti dell'epoca, sia stato possibile ricordarsi le indicazioni di più di 40 anni prima ma soprattutto trovo inconcepibile attribuire ad un regista un'opera montata postuma da un'altra persona in un altro luogo e in un altro tempo. Si perde tutta l'unicità della produzione artistica. Non c'è unità d'autore, non c'è unità di tempo e nè di intenti.

A parte queste polemiche sterili il film si doveva comporre di tre parti (come tipico di Eisenstein) una che mostrava il popolo in ginocchio, una che lo mostrava sconfitto e una che lo mostrava ribelle e vincitore. Di queste però fu possibile girare solo le prime due e quindi quelle sono state montate.
Mentre la prima è molto documentarista del Messico in generale e della situazione ai giorni loro, la seconda accelera e diventa (sotto ogni punto di vista molto più interessante), innanzitutto perchè c'è una narrazione e poi perchè in certe inquadrature, certi tipi di stacchi e soprattutto nel modo di mostrare le cose (violento e secco) c'è tutto Eisenstein, o meglio c'è l'essenziale di Eisenstein. Eisenstein mostrato in maniera divulgativa.
Curioso come l'incrocio tra la prima e la seconda parte non sia troppo distante dai lavori di Flaherty, specialmente Tabù, fatto in coppia con Murnau...

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