Ho rimediato questo film poco noto con Gianmarco Tognazzi sul sottobosco che si era creato verso la fine degli anni '80 intorno ad un ritorno dei naziskin. L'avevo recuperato perchè all'interno di una polemica che va avanti da un po' sul post di This Is England (nel quale naturalmente sono accusato di ignoranza storica, superficialità, mancanza di cultura cinematografica e anche un po' di stupidità) un anonimo, a margine degli insulti mi aveva consigliato questo film visto che io nel post mi lamentavo di come sia difficile trovare film che mostrino il lato profondamente umano anche in personaggi dagli atteggiamenti o dagli ideali riprovevoli.
Mai consiglio fu più sbagliato, Teste Rasate è infatti la classica tirata anti-naziskin fatta dipingendo il mondo neonazista secondo i più classici stereotipi, addirittura nel film si afferma che l'obiettivo di questi gruppi sia nel lungo periodo di conquistare il mondo.
Non c'è nessuna traccia di quel senso di rassegnata disperazione, di quella comprensione bonaria delle cause che portano a certi comportamenti, dei desideri insoddisfatti di ordine e giustizia che possono portare a simili eccessi. Non è approfondito nemmeno il contesto sociale dove simili movimenti nascono e si sviluppano che molto spesso è il medesimo dei movimenti di colore politico opposto.
In più il film dopo 10 minuti già ha detto tutto quello che deve dire: un ragazzo rimane affascinato da un'azione dimostrativa di un naziskin contro uno zingaro che importunava delle donne, comincia a guardarli da lontano sempre più affascinato e contemporaneamente conosce e si innamora di una ragazza africana. Il resto si scrive da solo.
Una cosa buona però c'è, ed è il modo in cui vengono ritratti i rituali di passaggio della comunità neonazista. Fragasso sceglie la strada estetizzante e decide di mostrarli tutti quanti (dalla rasatura dei capelli, ai combattimenti dimostrativi, fino anche alle discussioni) in maniera irreale e come atti dotati di una forte carica omoerotica.
Mai consiglio fu più sbagliato, Teste Rasate è infatti la classica tirata anti-naziskin fatta dipingendo il mondo neonazista secondo i più classici stereotipi, addirittura nel film si afferma che l'obiettivo di questi gruppi sia nel lungo periodo di conquistare il mondo.
Non c'è nessuna traccia di quel senso di rassegnata disperazione, di quella comprensione bonaria delle cause che portano a certi comportamenti, dei desideri insoddisfatti di ordine e giustizia che possono portare a simili eccessi. Non è approfondito nemmeno il contesto sociale dove simili movimenti nascono e si sviluppano che molto spesso è il medesimo dei movimenti di colore politico opposto.
In più il film dopo 10 minuti già ha detto tutto quello che deve dire: un ragazzo rimane affascinato da un'azione dimostrativa di un naziskin contro uno zingaro che importunava delle donne, comincia a guardarli da lontano sempre più affascinato e contemporaneamente conosce e si innamora di una ragazza africana. Il resto si scrive da solo.
Una cosa buona però c'è, ed è il modo in cui vengono ritratti i rituali di passaggio della comunità neonazista. Fragasso sceglie la strada estetizzante e decide di mostrarli tutti quanti (dalla rasatura dei capelli, ai combattimenti dimostrativi, fino anche alle discussioni) in maniera irreale e come atti dotati di una forte carica omoerotica.









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