10.11.07

La Follia di Barbablu (Bluebeard, 1944)
di Edgar G. Ulmer

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Il cinema di Ulmer è sempre in equilibrio tra intenzione e attuazione, tra potenzialità ed idee. Re del basso costo e del cinema da 4 soldi, Ulmer era in realtà un raffinato teorico del cinema e del racconto, capace con pochi mezzi di strutturare storie solidissime.
La Follia Di Barbablù si rifà alla classica dinamica del serial killer in città che uccide donne e segue la storia secondo il doppio binario dell'inganno (cioè segue sia la vittima che non sa di stare cadendo nelle braccia del carnefice, sia il carnefice). In più La Follia di Barbablu deve rispondere a tutta una serie di stilemi come lo scontro finale tra bene e male e la creazione continua di situazioni ambigue.
Tutto questo per dire che contrariamente al solito mi sembra che questo film di Ulmer sia meno brillante e meno abile nel dispiegare gli eventi e proporre allo spettatore una storia in primo piano, mentre su un piano secondario ci sono considerazioni di altro genere sul cinema.
Ecco La Follia Di Barbablu mi sembra un film non riuscito con qualche accenno alla finzione e al ruolo del regista demiurgo (l'assassino fa il burattinaio, scolpisce e anima i suoi burattini) ma sempre roba di poco conto, almeno vista oggi.

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