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20.2.08

Una volta l'anno ogni anno

Kekkoz ha compilato l'agognata classifica 2008 della cinebloggers connection facendo una media non ponderata dei voti ricevuti dai film che sono stati valutati da almeno 8 membri.

La cosa è come ogni anno molto interessante poichè nonostante le diversità di approccio che esistono all'interno della connection (nessun film ha mai il 100% delle valutazioni positive o negative) è innegabile che ci siano delle polarizzazioni e degli autori prediletti.
Alcune più "facili", come il primo posto di Ratatouille, e altre invece meno ma che tendono a ricorrere, come l'incredibile decimo posto di Sunshine (incredibile che si sia posizionato davanti ad INLAND EMPIRE!), che mi riempe di gioia nonostante io abbia contribuito ad abbassare la media, o anche il secondo di Io Non Sono Qui (vera rivelazione dell'anno molto apprezzato anche in giro ma poi sempre messo dietro a lavori più acquietanti e abituali) che dimostrano appunto che esistono nella connection delle tendenze specifiche e più raffinate diverse da quelle mainstream.

Insomma sono contento di vedere almeno una volta l'anno di potermi illudere che ci sia una sorta di visione comune delle cose che un po' omologa i giudizi e la visione di cinema nella connection differenziandoli contemporaneamente da molte delle cose che si leggono fuori.

Io mi lamento spesso (senza dare colpe a nessuno sia ben chiaro, anche perchè sarei il primo da incolpare) del fatto che la cinebloggers connection poi per un motivo o per l'altro non riesca a fare gruppo davvero, non riesca a far emergere da tutti quei post e e quelle discussioni nei commenti una propria visione di cinema globale, una propria idea organizzata di cosa dovrebbe essere il cinema che poi si rispecchi solo nei voti e non debba solo essere desunta da essi.
Mi dispiace in sostanza che non ci sia, a fronte di tanta attività e tanta volenterosa passione, un tentativo di fare una sintesi di quello che si pensa e dei punti in comune, di creare una vera comunità che sia tale per una (necessariamente generica) identità di vedute.

Alle volte penso che la cosa è causata dal fatto che non ci si frequenta di persona, credo che se invece che incontrarsi nei commenti ci si incontrasse nei corridoi di una medesima struttura (è una metafora orrenda quella del palazzo/internet, uffici/blog lo so) e si discutesse viso a viso di continuo come si fa nei commenti, forse si creerebbe un pensiero più omogeneo. Almeno a me capita così, spesso mi costringono a riflettere di più a posteriori le discussioni che faccio viso a viso con persone che stimo poco che uno scambio di battute con blogger che stimo molto.
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