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3.5.08

Shinjuku Mad (id., 1970)
di Koji Wakamatsu

Nella sterminata e concitata produzione di Koji Wakamatsu (roba da 3 film l'anno), questo Shinjuku Mad si configura come una delle opere più lineari viste fino ad ora, incentrato tutto sulla ricerca che un uomo di campagna venuto a Tokyo fa degli assassini di suo figlio.

Wakamatsu appartiene all'avanguardia pop giapponese e nei suoi film dichiaratamente indaga i temi di sesso e violenza, un legame che non riesce a scindere e che score a partire da personaggi ossessionati. Eppure nel momento in cui ritrae la controcultura giapponese, figlia delle rivoluzioni (o supposte tali) dell'amore libero, lo fa mostrando un totale disaccordo.

Tutto il film è il contrasto tra un postino di campagna che rappresenta il vecchio Giappone e le gang giovanili, in cui era coinvolto il figlio e nelle quali l'uomo cerca l'assassino, che sono il nuovo Giappone. I valori che si scontrano sono quelli che si può immaginare, rispetto dei valori, sobrietà, rigore, disciplina e ideali.
Un tema da film di Ozu, trattato dal medesimo punto di vista, ma con tutto un altro stile. Poteva dunque essere un remake di un film di Ozu (se non fosse che sesso e violenza in quel cinema non esistono), fatto cercando altri percorsi, con una macchina da presa sì statica (solo in alcuni momenti a mano) ma messa di continuo in punti non ortodossi, obiettivi deformanti e una netta predominanza della forma sui contenuti.

Tuttavia come si diceva la posizione rispetto allo scontro tra vecchio e nuovo Giappone è la medesima. Il movimento controculturale è dipinto come un insieme non chiaro di opportunisti interessati a fare sesso liberamente e solo blandamente giustificati da velleità rivoluzionarie. Ideali che crollano davanti al più elementare dei contraddittori come avviene nell'originalissimo showdown finale tutto verbale (immagine centrale).

Wakamatsu per raccontare questa storia parte da immagini di Tokyo in un bianco e nero molto saturo con grande profondità di campo. Incastona nella città l'uomo di campagna, lo riprende pedinandolo letteralmente in un viaggio che (per lui) è una discesa all'inferno. Un viaggio che è fisico e mentale, poichè più va avanti più comprende dettagli sulla morte del figlio.
Le istituzioni non esistono e tutti gli ambienti sono rivoltati dalla presenza di questi "figli dei fiori" asiatici (come il parco giochi dove fanno sesso).

Particolare menzione per la colonna sonora tutta originale che ha un'importanza fondamentale. Spesso ridondante e anche fastidiosa (specialmente nei pezzi più jazzettati) ma altre volte ricca di significato e in grado di dialogare con le immagini dando valore aggiunto è la vera parte sperimentale del film, che per il resto racconta una storia come già si è visto fare, scegliendo sempre punti di vista particolari.

6 commenti:

Fabio ha detto...

OT giapponese

Approfitto della cultura cinefila del titolare qui e dei suoi commentatori. Mi capita spesso di beccare frammenti di film dentro il contenitore di Ghezzi a ora tardissima e di rimanere incollato allo schermo (non ho capito se sono i film che sono belli o l'ora che predispone a certe cose), solo che poi chiaramente non ho mai il tempo di finire di vederli tutti perché si fa notte fonda, e nemmeno sono capace di recuperarli il giorno dopo.

Vediamo se sapete individuarmi il film da questa scena: film giapponese, bianco e nero presumibilmente anni 50, in costume, una nobildonna sta terminando la sua vestizione sulla soglia della sua camera e un servitore le sta parlando da davanti alla porta.
Le chiede se ha letto la lettera che le ha lasciato - il servitore è innamorato della sua signora - ma questa mantiene le distanze e gli risponde di averla gettata via. Questi allora si fa via via più audace incalzando la sua signora che a quanto sembra ricambia il sentimento ma si sente obbligata dalle convenzioni sociali.

Che mi dite? (non si vince niente)


gparker ha detto...

Quanto tempo fa è stato?
Potrebbe essere Vita di O Haru, Donna Galante di Kenji Mizoguchi


Fabio ha detto...

Cercata qualche immagine, mi sembra proprio lui. A quanto ho capito dai plot letti in giro l'avevo beccato all'inizio della storia.
Se in qualche modo mi capita sottomano magari lo vedo come si deve. Grazie della consulenza. :D

(ma il palinsesto di fuori orario non sta da nessuna parte, vero?)


Anonimo ha detto...

la programmazione di Fuori Orario la trovi qua www.fuoriorario.rai.it
;)


Fabio ha detto...

Grazie!
In effetti bastava cercare ^^'


frankie666 ha detto...

AH! L'avanguardia pop giapponese...


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