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30.3.09

La Partita Lenta di Paolo Sorrentino

Sorrentino ha un mito dichiarato ed è Martin Scorsese e se c'è una cosa nella quale Scorsese non sgarra sono i corti o le pubblicità o i videoclip, insomma le forme audiovisive brevi. Così acquista grandissimo interesse il primo cortometraggio dell'età adulta del regista.

Si tratta di uno dei tre piccoli film realizzati da lui Salvatores e Olmi all'interno del progetto PerFiducia prodotto da San Paolo Imi. Tre corti sul tema della fiducia (ma la cosa non è rispettata pedissequamente) realizzati con mezzi e con libertà. Una bella cosa che andrà in tv in forma ridotta (3 minuti) sui canali Sky (che c'ha messo i soldi) e anche al cinema non si sa bene come.
I corti andranno anche in rete sul sito di PerFiducia ma scaglionati. Ad ora è disponibile solo quello di Olmi poi arriverà Salvatores e infine Sorrentino. Il problema è che i primi due sono bruttarelli mentre quelli di Sorrentino è proprio forte. E siccome sono impaziente di postarlo l'ho cercato su YouTube e l'ho trovato e ve lo metto. Godetevelo finchè non lo levano.

E' tutto senza dialoghi ma con un'attenzione fortissima ai rumori che sono molto amplificati (bellissimo il momento del testa contro testa), anche la fotografia è molto curata (e non c'è Bigazzi, segno che Sorrentino ce la può fare anche senza) e nel complesso risulta una delle migliori cose mai fatte in Italia nella sua categoria che credo sia "spot Nike" (pur non essendo uno spot Nike, ma ci siamo capiti) e in generale forse la cosa migliore che abbia ma visto sul rugby, l'unica in grado di coglierne quel misto di fascismo, disperazione, amore, speranza e forza allo stato puro.

24 commenti:

er Kaiser ha detto...

gran bel lavoro..

il montaggio è molto suggestivo..
la scelta di una sceneggiatura senza dialoghi è azzeccatissima, donando molto più valore agli spazi e agli ambienti (la parte del supermarket mi ha affascinato molto, per non parlare della scena quasi claustrofobica degli spogliatoi..)


Dirk Diggler ha detto...

Bellissimo.


Fabio ha detto...

Lo trovo bello per i contrasti tra le parti, ma le singole parti le trovo un po' affettate.

Poi non mi piace il contenuto e la scelta del soggetto, ma quello è un altro conto.


alp ha detto...

davvero bello, me lo sono visto tre volte,grazie per avercelo regalato


bolo ha detto...

Nemmeno un pò ridondante con tutti quei carrelli? E il dolly che sale gli spalti, è così necessario?
Caspita, non mi è piaciuto nemmeno un pò... :|


gparker ha detto...

secondo me carrelli e dolly non sono ridondanti o superflui ma ben integrati con lo stile generale.
Tutto il corto è in continuo movimento, anche quando le scene che ritrae sono abbastanza statiche e l'epica (nella sua piccolezza) che si respira nel finale non stone per nulla con l'uso di un dolly, specialmente considerando la conformazione degli spalti. Insomma a me sembra un modo molto bello di riprendere quel momento.

Ma oltre a tutti i mille pregi estetici e le scelti interessanti che fa Sorrentino c'è anche un'idea non banale di sportività e di vita che sa anche ritagliarsi piccole ironie come la macchina piccolina con loro grandi dentro.


alp ha detto...

Poi mi spiegherai magari perchè secondo te uno sport con lo spirito cosi' collettivo ( al contrario del calcio), così leale fino al punto da festeggiare con gli avversari nel famoso " terzo tempo" avrebbe una seppur minima connotazione " fascistella"


gparker ha detto...

non trovo che collettivismo e correttezza siano antifascisti (dove per fascisti si intende non ovviamente "il fascismo" ma l'estrema destra moderna), anzi mi sembrano prerequisiti fondamentali, l'individualismo è molto poco di estrema destra.
Il concetto di avversario, battaglia e quindi rispetto estremo dell'avversario fanno molto parte di quell'universo di valori.
E poi il rugby più di ogni altro sport (ma non più della boxe che infatti è la patria del neofascismo) è fondato sulla forza, ci sono tanti altri elementi per carità ma è indispensabile essere forti e impiegare la forza anche solamente bruta (la mischia).
E inoltre è uno sport duro, non violento per carità, ma duro, dove non c'è il fallo o la simulazione, dove le botte le prendi e le dai da regolamento. Se non è fascistello questo....


alp ha detto...

Non concordo sul giudizio che dai sulla " forza" e non trovo che il rispetto dell'avversario sia una componente nè del fascismo nè di nessun'altra ideologia politica.
Cmq a parte quel che ne possa pensare io , che non m'intendo nè di rugby nè di estrema destra, mi faccio portavoce di amici storici che hanno giocato anni: so che non sono d'accordo. Tornando al dualismo calcio-rugby mi sembra che quest'ultimo si presti di più al cinema dove finora non ho visto mai un film sul calcio decente, che ne dici?


gparker ha detto...

non dico che il rispetto dell'avversario sia una cosa di destra ma che tra i vari valori guerriglieri della destra rientra anche il forte rispetto dell'avversario che è poi una cosa da tradizione classica che a loro è molto cara. L'esaltazione dell'avversario per esaltare se stessi nel caso lo si batta. E poi l'esaltazione della battaglia come scontro di corpi. E appunto trovo che il rugby sia lo scontro di corpi più evidente dello sport (pugilato a parte). Che poi molti rugbisti non la pensino così secondo me non è influente, io sicuramente sono moooolto più fuori da quel mondo di loro ma ciò non significa che non sia in grado come loro di valutarne non gli aspetti tecnici ma i valori, perchè pur standone fuori conosco il mondo che gli è attorno.

Ad ogni modo credo che gli sport di squadra in generale siano difficilmente filmabili, anche la pallacanestro non ha mai ricevuto un trattamento buono se non per casi di basket di strada come Chi non salta bianco è, ma lì appunto sono due contro due. Mi sembra che più si allarga il campo più sia difficile da filmare.
Poi le eccezioni esistono eh, come Ogni Maledetta Domenica o Fuga Per La Vittoria.


Fabio ha detto...

"Poi mi spiegherai magari perchè secondo te uno sport con lo spirito cosi' collettivo ( al contrario del calcio)"

Quando dicevo che non mi piaceva il contenuto, ecco, parlavo di questo. Non vorrei che Sorrentino avesse voluto fare il facile alternativo prendendo il rugby "buono" come soggetto del suo corto, per venire incontro a questo pregiudizio ormai radicato.

Il calcio è lo sport collettivo per eccellenza. Nel calcio si arriva ad una sensazione di depersonalizzazione totale, è lo sport "hegeliano" dico io. Si vivono esperienze estatiche giocando e guardando le partite di calcio.
Il calcio fa trascendere le caratteristiche della persona e le rivela in un mondo proprio, dove l'intelligenza è un'altra rispetto a quella a cui siamo abituati, il coraggio è un altro coraggio, che non c'entra con il rischio del'incolumità fisica, e il genio un altro genio. E' il gioco che più di ogni altro può far mettere in scena dei "personaggi", oltre che degli atleti, anche senza uscire nemmeno per un attimo fuori dal campo. Per non parlare della varietà umana che si ritrova: quello alto, quello basso, quello grosso, quello che corre veloce, quello che pensa veloce. Il tutto veicolato da un fatto tecnico di grande profondità (il calcio forse è il gioco con la componente tecnica più amplia e più profonda, al pari del tennis o di altri giochi in cui una grande differenza sta nel gesto, che assume un valore e una bellezza di per sé: il tiro, il passaggio, lo stop).

Se si vuole parlare di film, Fuga per la Vittoria è un film buono dove assolutamente si respira il calcio. La partita di quel film, in riferimento agli stilemi cinematografici dell'azione e dello sport, è infatti assolutamente anti-convenzionale... attinge esclusivamente alla poetica, ai ritmi del gioco, che sono già belli e non hanno bisogno di essere sceneggiati.

Secondo me se se glielo andiamo a fare ad un inglese questo discorso del calcio e del rugby lui giustamente ci ride in faccia. Siamo noi che abbiamo questo moralismo che ci priva della bellezza degli sport, e per il quale lo sport "buono" è sempre l'altro. L'altro nel senso di "quello che non gioco e che non guardo", che è lo stesso atteggiamento che si respira in questo corto che indulge nel gusto del gransignore che si fa un giro nei bassifondi, che sono pittoreschi ma ai quali in realtà lui non vorrebbe mai appartenere, con tanto di volti pasoliniani e tutto l'ambaradan.


Fabio ha detto...

Scusatemi se mi sono lasciato trasportare...


Larry ha detto...

m'è piaciuto un sacco. la camera sempre in movimento, splendido. solo non capsico perchè abbia scelto di girarlo in bianco e nero...forse che senza Bigazzi abbia preferito semplificare il problema della fotografia?


gparker ha detto...

fabio: in gran parte sono d'accordo. E' verissimo che c'è il fascino per l'altro "Ah il rugby! Gran bello sport!" e poi non lo vedi mai. Come anche la vela "Ah! Luna Rossa!".
E sono d'accordo anche sul calcio.
Dove non concordo è sul fatto che sorrentino abbia fatto il signore che va nei bassifondi. Non mi sembra che la scelta del rugby sia pretestuosa, mi sembra che il corto per quello che vuole raccontare non potesse farlo altro che con il rugby e la dimensione estetica che gli dà è tanto più bella quanto non inquadrata in una bellezza esistente. Cioè come dici tu il calcio sicuramente è più estetico perchè c'è il gesto, nel rugby questo c'è meno (le finte sono bellissime ma c'è quasi solo quello) ma Sorrentino riesce a trovare tante cose semplici e renderle esteticamente belle. Un'operazione da vero regista.

Larry: secondo me il bianco e nero è più legato al sonoro che alla fotografia. Cioè la scelta più forte di questo corto è la mancanza di parole e la sovrabbondanza di suoni e credo che il bianco e nero sia stato scelto in funzione di questo per sottrarre anche elementi della parte visiva.


Fabio ha detto...

@parker

"Dove non concordo è sul fatto che sorrentino abbia fatto il signore che va nei bassifondi. Non mi sembra che la scelta del rugby sia pretestuosa..."

Ammetto di potere essere vittima di un pregiudizio, un po' di riflesso.


frankie666 ha detto...

io sto con Alp tutta la vita.


frankie666 ha detto...

Dimenticavo, chiediamolo a inglesi e francesi se ritengono il rugby uno sport di "fascistelli".


gparker ha detto...

più che chiedergli come ritengono questo sport chiediamogli per chi votano.


Tony ha detto...

La famiglia, il rapporto padre-figlio, la donna nella funzione madre/moglie, l'onore e la gloria, l'ephos della vittoria, quell'inquadratura sull'architettura futurista di panorama - che fa il paio con le scalinate dell'arena dei gladiatori sul finale-, lo sguardo di distanza (che sarebbe "rimprovero" se Sorrentino volesse compiacersi) sul tipo emo piersato che gioca a guitar-hero, e poi uomini rasati con facce da galere negli spogliati (che fumano prima della partita, perchè "ce ne freghiamo").

E poi il bianco e nero, l'estetica della forza -ma già basterebbe l'estetica per l'estetica- e l'estetica del movimento (a partire dalla locomotiva all'inizio).

Ma come si fa a non usare l'aggettivo "fascista"?! Sarà, ma in questo paese sembra che niente sia più abbastanza fascista da essere definito tale.


gparker ha detto...

io e tony schierati dalla stessa parte che è quella del fascismo. Con questa le abbiamo fatte proprio tutte.


Tony ha detto...

Sì. Forse la cosa peggiore (e infatti me l'ero risparmiata) è che m'è pure piaciuto da morire.


frankie666 ha detto...

o forse in questo paese succede il contrario, ci piace connotare qualsiasi cosa con la politica.

Ne siamo saturi...


Tony ha detto...

Se uso l'aggettivo "futurista" ti piace di più?


gparker ha detto...

io non lo colloco politicamente, non dico "ecco il corto di destra di Sorrentino", ne parlo per un post intero e tra i molti aggettivi ci metto anche che coglie quel misto di molte cose compresa una certa etica fascista.
Non mi sembra di aver bollato con un'etichetta politica ma di aver utilizzato un aggettivo di origine politica che connota il corto di diversi valori.


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