Nessuno è in grado di azzeccare tutti i film che dirige ma pochi sono in grado di passare da picchi sublimi a voragini immonde come fa Abel Ferrara. Regista inconstante, incapace di intendere e di volere, strafatto, incosciente e umorale per definizione. Alla fine gli si vuole bene, in molti gli vogliono bene, e gli si perdonano cose che a nessun altro si perdonerebbero.
Rientra nella categoria delle delusioni ferrariane anche Oltre ogni rischio, film girato prima dei grandi exploit ma dopo le chicche indipendenti come L'angelo della vendetta, opera che vorrebbe essere di genere, ricalcata sui modelli dei noir anni '40 con uno sfondo politico domenicano.
Si racconta di un ex militare ossessionato da incubi della guerra che torna là dove aveva combattuto per trovare una donna e questa, ora sposata ad un ex generale, che progetta di scappare con lui. Si inseriscono poi altri personaggi che vogliono sottrarre all'ex generale un certo quantitativo di denaro che sanno essere nella sua villa.
Il lavoro alimentare di Ferrara (non si spiega altrimenti la totale mancanza di qualsivoglia tratto del suo cinema) è stato ripudiato dallo stesso regista a causa, sostiene lui, di pesanti interventi dei produttori. Quello che si vede è uno strano ibrido tra la serialità televisiva (Ferrara aveva anche diretto alcuni episodi di Miami Vice), l'estetica dell'epoca, le musiche di Chick Corea (?!?) e alcuni topoi noir come la voce fuoricampo, tutto al servizio di una trama rose e fiori che calca la mano solo sulla retorica antidittatoriale e su qualche scena violenta.
Rientra nella categoria delle delusioni ferrariane anche Oltre ogni rischio, film girato prima dei grandi exploit ma dopo le chicche indipendenti come L'angelo della vendetta, opera che vorrebbe essere di genere, ricalcata sui modelli dei noir anni '40 con uno sfondo politico domenicano.
Si racconta di un ex militare ossessionato da incubi della guerra che torna là dove aveva combattuto per trovare una donna e questa, ora sposata ad un ex generale, che progetta di scappare con lui. Si inseriscono poi altri personaggi che vogliono sottrarre all'ex generale un certo quantitativo di denaro che sanno essere nella sua villa.
Il lavoro alimentare di Ferrara (non si spiega altrimenti la totale mancanza di qualsivoglia tratto del suo cinema) è stato ripudiato dallo stesso regista a causa, sostiene lui, di pesanti interventi dei produttori. Quello che si vede è uno strano ibrido tra la serialità televisiva (Ferrara aveva anche diretto alcuni episodi di Miami Vice), l'estetica dell'epoca, le musiche di Chick Corea (?!?) e alcuni topoi noir come la voce fuoricampo, tutto al servizio di una trama rose e fiori che calca la mano solo sulla retorica antidittatoriale e su qualche scena violenta.
1 commento:
Ne approfitto per segnalare che questo film è visibile GRATUITAMENTE su http://www.first.tv/
il tutto legalmente in quanto first.tv ha acquisito i diritti del film stesso per la sua visione.
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