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26.5.11

La fine della crisi e l'inizio di iTunes

Qui lo si diceva da tempo ma ora è diventato ufficiale

[...]A fronte di questo, le cifre presentate oggi dalla Fondazione Ente dello Spettacolo parlano di 141 film prodotti nel 2010 (una delle punte massime degli ultimi 30 anni, paragonabile solo a quanto fatto nel 2008 e nel 1980) di cui solo 27 coprodotti. Parlano di un record di investimenti privati, arrivati a coprire il 65,3% del totale e di un product placement presente nel 48% dei film italiani. Cifre positive oltre ogni dire e cifre molto attese dopo i successi di botteghino dei film italiani di quest'anno.

Successi nei quali lo Stato centra poco e nulla, questo è il primo dato ad emergere. Il FUS, arrivato al minimo storico dopo 4 anni di tagli, ha inciso pochissimo nei 312 milioni di euro investiti (solo per 35 milioni). Questo fa sì che la quota di capitali privati nazionali per la prima volta abbia toccato l’81% del totale, rispetto al 19% provenienti dall’estero per le coproduzioni.
[...]
Ed è infine proprio Riccardo Tozzi a tirare le fila di tutto annunciando che dopo 10 anni di lavoro il cinema italiano ufficialmente non è più in crisi “e non voglio più sentirlo dire! A fine anni ‘90 avevamo una quota di mercato del 12%, ma abbiamo lavorato in tutti i settori da quello politico a quello qualitativo e ad oggi la quota è quasi al 50%. Non rimarrà tale a lungo perchè in questo paese d’estate non si va al cinema, ma contiamo per la fine dell’anno di rimanere sul 40%, a livello di paesi come la Francia e molto avanti rispetto a Spagna o Inghilterra la cui quota di mercato interno è intorno al 10%”.

Quindi ora che si fa? Ora che il cinema è in salute ed incassa quali sono le idee per il futuro? “Aumentare la torta” risponde sempre Tozzi. Se infatti avere una quota maggiore del 50% è quasi impossibile, bisogna mirare ad aumentare il numero complessivo di spettatori in modo da aumentare gli incassi. Ciò si può fare dando una mano al cinema americano, che in quest’ultima annata ha visto una forte flessione, un riflesso del più generale calo di affluenza in sala che stiamo vivendo.
[...]
In realtà mancherebbe ancora un ultimo punto e lo facciamo notare noi: internet. Se bisogna ampliare la torta evidentemente si deve passare anche per una distribuzione diversa, un’offerta legale a pagamento online. E qui arriva la notizia inaspettata.

A darla è Paolo Del Brocco AD di Rai Cinema: “Certo! Vendere e noleggiare film online è molto importante e noi come Rai Cinema abbiamo appena chiuso un accordo con iTunes, saremo i primi italiani a vendere e noleggiare film sullo store di Apple”.

L’accordo è di tre giorni fa, dunque i film cominceranno ad essere disponibili solo tra un po’, ma secondo Del Brocco nella prima tranche di opere messe online saranno presenti sia pellicole del presente che del passato, appartenenti all’immenso archivio Rai. Prezzi e finestre invece non sono ancora chiari, visto che per molte opere la Rai è coproduttrice, dunque deve trattare con gli altri soggetti produttori, ma sostanzialmente si tratta, dice Del Brocco, di cifre differenziate a seconda del film e in linea con il mercato. Le uscite invece dovrebbero essere contemporanee all’Home Video.

Ciliegina sulla torta Rai Cinema ha anche stanziato un fondo per produrre 12 film pensati unicamente per una commercializzazione online.

1 commento:

frankie666 ha detto...

io su itunes ci compero i fumetti cmq...


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