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28.8.14

Maciste alpino (1916)
di Luigi Romano Borgnetto e Luigi Maggi

PREAPERTURA
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Realizzato a seguito del successo del personaggio di Maciste in Cabiria, molto plasmato da Pastrone (anche se non l'ha poi diretto lui) e mirato ad una forte propaganda antiaustriaca (visti anche gli anni d'impegno bellico), Maciste alpino è una vera chicca che Alberto Barbera ha scelto tra i molti film da poco restaurati.
La storia è come sempre semplicissima: Maciste, ai giorni nostri (o meglio ai loro), gira un film con la Itala Film (effettivamente la casa che produceva le sue pellicole) in Austria quando scoppia la guerra e così si ritrova in mezzo agli eventi. Con la troupe verrà imprigionato, scapperà, salverà diversi italiani e infine combatterà austriaci assieme agli alpini in un trionfo nazionalista.

Decisamente più d'una spanna superiore agli altri film del medesimo periodo centrati su Maciste questo film svelto e rapido, diviso in 5 atti di cui solo il quarto davvero trascurabile (ma è quello di propaganda pura), è un vero blockbuster nel senso moderno: pieno d'azione e contaminato ovunque dall'umorismo e quasi demenziale (il fatto che Maciste sia quello che interpreta Maciste nei film di Maciste). Il Masciste di questo film non è solo una forza della natura ma anche un'eroe individualista che assume in sè tutte le virtù (leggi: non ha bisogno di spalle), è risolutore ma anche comico, è intelligente e raffinato, sveglio e generoso, sa menare quanto ideare piani, quanto comandare e parlare. Tutto gira intorno a lui e gira benissimo con alcune trovate di composizione esilaranti.

Con la solita prestazione fisica fuori dal normale di Bartolomeo Pagano (solleva uomini come niente, salta sulla sella dei cavalli da grandi altezze, ne abbatte uno con un colpo laterale e tutto questo senza slacciarsi il doppiopetto) Maciste Alpino è la quintessenza dell'intrattenimento ludico in sala. Ognuna delle moltissime sequenze d'azione infatti è contaminata d'umorismo come fosse un film di Jackie Chan, ogni colluttazione è pensata come una gag e non come sola azione, con un senso molto moderno e al tempo stesso molto antico (il principio è sempre quello dei clown) di come il cinema possa intrattenere e divertire al tempo stesso.
Ma quel che stupisce è l'uso del montaggio interno per le gag, come diverse parti dell'immagine parlino tra loro per suscitare la risata e come Maciste sia concepito non solo come motore d'azione ma anche come interprete comico.
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...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.