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24.5.15

Le tout nouveau testament (id., 2015)
di Jaco Van Dormael

FESTIVAL DI CANNES
QUINZAINE DES REALISATEURS

PUBBLICATO SU  
"In principio era il nulla. Dio si annoiava molto, così creò Bruxelles" le premesse di Le tout nouveau testament sono esilaranti, il resto del film purtroppo meno. C'è dio che ha una famiglia e vive a Bruxelles, ha creato tutto seduto ad un computer dal quale ordina ogni cosa, è un sadico e passa tempo a pensare disastri e creare regole per la vita degli uomini come: "Se una fetta di pane e marmellata cade per terra lo farà sempre dal alto della marmellata". Il figlio primogenito è scappato millenni fa e ha fatto quel che ha fatto, diventando famoso nel promuovere idee che, secondo il padre, in realtà improvvisava sul momento, tutto per dare fastidio alla famiglia. Ora la sua seconda figlia di 11 anni è stufa della maniera in cui è tratta a casa da una madre remissiva che non conta niente e non osa alzare la voce e un da questo padre scansafatiche, sadico e violento. Decide anche lei di andare sulla Terra e, dietro suggerimento del fratello per radunare degli apostoli. Questo non prima di essere entrata di nascosto nell'ufficio di papà e aver mandato dal computer un sms a tutti gli uomini con la loro data di morte, perchè come dice dio stesso: "Se sanno quando moriranno, non hanno speranza, nulla con cui ricattarli".

Le premesse ci sono tutte per un film fuori dai soliti canoni, selvaggio e incalzante, peccato che Le tout nouveau testament non lo sia, anzi cerchi in ogni momento di dare una spallata verso l'ordinario. Gran parte delle trama è infatti occupata dalla ricerca dei 6 apostoli da parte della secondogenita di Dio. Li ha scelti a caso e scopre che ognuno ha non pochi problemi e molti sono dotati di una morale discutibile. Nondimeno sono loro i suoi adepti nel delirio generale in cui è sprofondato il mondo.

Le tout nouveau testament è qui che si perde, nella sua parte terrestre in cui affronta uno per uno i nuovi 6 apostoli, ne racconta la storia e con un lirismo senza senso cerca di trarre da ogni parabola un buon principio, mettendo da parte il grottesco che aveva caratterizzato il film. Perdendo ognuna delle sue caratteristiche positive il film ci mette pochissimo a naufragare nella noia, per poi chiudersi con il più triste degli espedienti.

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...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.